basket

La Delser fuori contro Vicenza, come altre due teste di serie

La Delser fuori contro Vicenza, come altre due teste di serie

Da squadra rivelazione a brutto anatroccolo. La Delser Crich Lbs Udine non voleva certo lasciare quest'ultimo ricordo di una sua stagione fino a mercoledì scorso esaltante. Al Benedetti, però, era già spalle al muro...

Valerio Morelli

Da squadra rivelazione a brutto anatroccolo. La Delser Crich Lbs Udine non voleva certo lasciare quest'ultimo ricordo di una sua stagione fino a mercoledì scorso esaltante. Al Benedetti, però, era già spalle al muro in gara2 dei quarti di finale dei play-off del girone Nord di serie A2 femminile dopo la sconfitta per 67-42 (18-14, 34-31, 50-35) ospite della VelcoFin Vicenza. La Lbs (Cvijanovic 21 punti e 23 di valutazione individuale, Peresson 10) non c'è l'ha fatta a forzare la bella, che sarebbe stata giocata mercoledì 19 maggio ancora in casa, ed è uscita perdendo anche a Udine per 59-62 (10-12, 20-28, 45-33) al primo turno delle sfide promozione per un posto in A1 contro le beriche (Tibè 22, Villarruel 16 e Tagliapietra 15). Mal comune mezzo gaudio, è stata eliminata assieme ad altre due delle prime quattro teste di serie a fine stagione regolare che, per una novità nel formato delle serie play-off, hanno esordito sul campo della peggio classificata uscendo tutte sconfitte in gara1. La capolista Moncalieri, che aveva perso per 60-57 a Sarcedo ottava, è l'unica che si è salvata vicendo 65-40 in gara2 a domicilio. Crema damigella d'onore, inchinatasi per 69-66 a Milano in casa Sanga settima, ha chiuso 0-2 perdendo di nuovo per 53-58 e in semifinale le meneghine affronteranno Vicenza, sesta, che ha eliminato la Delser, terza. Castelnuovo Scrivia, quarta forza, che aveva ceduto per 65-56 a Villafranca di Verona sul parquet dell'Alpo, quinta, non si è rifatta in casa cedendo per 59-67. Ora le venete avranno in semifinale Moncalieri che ha vinto 66-40 la bella con Sarcedo ed è, quindi, l'unica testa di serie qualificata.

L'aggravante per la squadra di coach Alberto Matassini, che era ferma dal 24 aprile non avendo partite da recuperare a fine ritorno e certo ha pagato la lunga pausa agonistica fino a mercoledì scorso, è stato il sonoro -25 con cui si era arresa a Vicenza, che invece ha giocato recuperi fino al 7 maggio. E' un passivo mai subìto in tutta la stagione da capitan Eva Da Pozzo e compagne, che al massimo avevano perso di 16 punti con Moncalieri al Benedetti nel ritorno. Tutte le altre teste di serie avevano perso di misura. Le reginette piemontesi avevano chiuso sotto di 3 a Sarcedo, parquet ostico dove Udine era passata per mezzo canestro (60-61) alla decima d'andata. Passivo di 3 punti pure per Crema a Milano, che aveva vinto 45-56 alla nona d'andata in casa delle cremasche, bestia nera delle “delserine”: 0-2 in campionato e ko nella prima, storica finale di coppa Italia della Lbs contro la detentrice da 4 anni di fila. Sotto la doppia cifra (-9) era stato pure lo scarto patito da Castelnuovo con l'Alpo nel quarto più equilibrato, quello fra quarta e quinta classificata della prima fase. In gara2 le teste di serie non si sono rimesse in corsa per la semifinale play-off andando mercoledì 19 alla bella.

Le udinesi del presidente Leonardo De Biase, le uniche arrivate ai play-off senza recuperi da disputare, dovevano cancellare dalla mente il -25 beccato a Vicenza in una partita dai due volti: 34-31 nel primo tempo, ma soprattutto 33-11 nella ripresa con un 16-4 nel terzo quarto da cui non si sono riavute. Le avevano messe sotto, in particolare, la guardia-ala argentina Gisel Beatriz Villaruel e il pivot Milena Mioni, cambio delle lunghe, autrici di 18 punti a testa. Fra le delserine avevano chiuso in doppia cifra con 10 ciascuna le play-guardia Antonia Peresson e Vittoria Blasigh, ma con le polveri bagnate al tiro: 3 su 15 dal campo (2 su 8 da due e 1 su 7 da tre) per l'americana di Pordenone, 4 su 12 metà dalla media e metà dalla lunga per l'azzurrina del 2004. Oltre al -4 in valutazione individuale con cui aveva chiuso l'ala nazionale slovena Tina Cvijanovic, riscattatasi prontamente in gara2. Occorreva resettare tutto, anche il rimpianto di non avere disputato qualche amichevole che con i tempi che corrono poteva essere a rischio Covid, e gettare il cuore oltre l'ostacolo. C'era bisogno soprattutto di quello per colmare in un paio di giorni il gap rispetto a Vicenza sul piano del ritmo partita, sperando pure che l'adrenalina per la larga vittoria in gara1 si mescolasse fra le beriche con l'acido lattico accumulato giocando quattro recuperi tra fine aprile e il 7 maggio prima del via ai play-off. Alla Delser, al completo, bastava vincere di uno e non serviva stravincere per guadagnarsi la bella. Ce l'aveva quasi fatta con un terzo quarto da 25-5 e il 45-33 al 30', ma poi c'è stato il tracollo nel quarto finale perso 14-29 con Vicenza semifinalista .

Mentre Matassini chiedeva energia alle sue e l'ha avuta, almeno per un quarto, il coach avversario Sandro Sinigaglia predicava attenzione: “In gara1 abbiamo giocato la più bella partita della stagione, ma stiamo con i piedi per terra. Si riparte alla pari e scordiamoci l'Udine di mercoledì: una giornataccia capita. Sono contento perché abbiamo giocato con molta testa. Abbiamo perso pochi palloni, difeso bene e attaccato con pazienza, spesso trovando efficaci conclusioni. L'augurio è di ripeterci”.  E, purtroppo per Udine, ha avuto ragione lui, imbattuto contro la Lbs.