Doveva essere il ritorno del figliol prodigo, un riabbraccio tra Alexis Sanchez e Udine nel segno dei ricordi più belli. Invece, a un anno di distanza dal bagno di folla in Piazza Libertà, la storia tra il Nino e l’Udinese si avvia verso un epilogo triste, forse inevitabile.
Arrivato la scorsa estate tra entusiasmo e nostalgia, Sanchez avrebbe dovuto essere il leader tecnico e carismatico della squadra. Ma la stagione è andata diversamente. Prima gli infortuni, che lo hanno tenuto ai margini nella prima parte di campionato, poi un rapporto complicato, mai sbocciato, con il tecnico Kosta Runjaic. Il cileno ha spesso lamentato di non essere stato capito, di non essere stato messo nelle condizioni di esprimersi al meglio, finendo per giocare poco e fuori ruolo.
La rottura si è consumata nelle ultime settimane, quando Sanchez – dopo le dichiarazioni al veleno in Nazionale – ha deciso di non rispondere alla convocazione per il raduno estivo dell’Udinese. Non si è presentato al “Bruseschi”, facendo capire chiaramente qual è la sua posizione: non vuole continuare, non nelle condizioni attuali.
Nel frattempo, sul tavolo del giocatore è arrivata un’offerta che difficilmente poteva lasciare indifferente un campione come lui. Il Fenerbahce di José Mourinho – grande estimatore del cileno – ha messo sul piatto un contratto da 4 milioni di euro tra parte fissa e bonus. Non solo soldi: in Turchia gli hanno garantito un ruolo da protagonista, da titolare indiscusso in un progetto ambizioso che punta a vincere subito.
Sanchez, non ha alcuna intenzione di chiudere la carriera in panchina o da comparsa. Vuole giocare, vuole sentirsi importante. E sa che a Udine, soprattutto con Runjaic confermato sulla panchina, le cose non cambierebbero.
Con Gino Pozzo, che lo ha fortemente voluto un anno fa, Sanchez ha avuto un colloquio chiarificatore. I rapporti personali restano buoni, ma il cileno ha ribadito la sua volontà di andare via. Pozzo avrebbe preferito un’altra uscita di scena, magari con un campionato da protagonista e un saluto degno della storia del Nino con l’Udinese. Ma la realtà è diversa.
Sanchez ha un contratto garantito fino al 2026 a cifre importanti per i parametri bianconeri (2,78 milioni lordi). Lasciarlo andare via gratis non è un’opzione percorribile. L’Udinese vorrebbe almeno una penale o un indennizzo per liberarlo, a meno che il Fenerbahce non decida di pagare il cartellino, cosa possibile dato il pressing di Mourinho.
Per questo le parti si sono concesse qualche giorno di riflessione. Non è solo una questione economica, ma anche di rispetto reciproco. Pozzo vuole evitare uno strappo definitivo con un giocatore simbolo della storia recente del club, ma al tempo stesso non può accettare che l’addio avvenga senza alcuna contropartita.
Al momento, l’ipotesi più probabile è che Sanchez venga accontentato. La destinazione Turchia sembra vicina, il Fenerbahce è pronto ad accoglierlo. Per l’Udinese sarà un’altra pagina che si chiude, forse non come la si era immaginata. Per Sanchez, invece, una nuova sfida, con la speranza di tornare protagonista. In ogni caso, per il popolo friulano resteranno i ricordi indelebili di quel primo, irripetibile Nino. E questa seconda avventura, seppur amara, non potrà cancellarli.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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