Con la cessione imminente di Lorenzo Lucca, l’Udinese perde il suo terminale offensivo principale. Dodici gol lo scorso anno, molti dei quali pesanti, e una presenza costante in area che ha spesso tenuto in piedi la squadra nei momenti più complicati. Un addio che rischia di lasciare un vuoto difficile da colmare, soprattutto se non si interverrà in maniera decisa sul mercato.
Lucca ha rappresentato per mesi la sicurezza a cui aggrapparsi: ha segnato, ha lottato, ha fatto reparto da solo. Un attaccante che si è costruito una credibilità sul campo, guadagnandosi l’attenzione delle big e una chiamata in Nazionale. Non si può far finta che la sua partenza non cambi gli equilibri. Anzi, sarebbe pericoloso pensare di essere già coperti nel reparto offensivo.
A oggi, l’Udinese può contare - oltre a Thauvin (altro ago della bilancia di questa squadra) - su Davis, Iker Bravo, Pizarro, Bayo e il rientrante Brenner. Ma quanti reali affidamenti si possono fare su questo gruppo?
Keinan Davis, in teoria, è il più pronto. Due anni fa fu uno dei protagonisti della salvezza con la prodezza di Frosinone. Pensavamo di averlo finalmente recuperato ma gli infortuni hanno continuato a tormentarlo. Nella scorsa stagione ha collezionato 23 presenze (quasi tutte da subentrato) e segnato appena due gol. La sua integrità fisica resta un punto interrogativo. Se la punta titolare si fa male ogni un per due partiamo già in difficoltà.
Iker Bravo, classe 2005, ha talento e ha dimostrato di poter incidere (vedi il gol decisivo contro il Venezia), ma non può ancora reggere da solo il peso dell’attacco. Serve pazienza, va inserito gradualmente e affiancato da qualcuno di più esperto. Lui vuole giocare, se lo deve meritare.
Pizarro, altro 2005, è invece ancora tutto da scoprire. In Serie A ha giocato soltanto 14 minuti, contro Milan e Torino. In Cile continuano a dire un gran bene di lui ma ad oggi è impossibile valutare se e quanto possa incidere nel breve periodo.
Alexis Sanchez, invece, è ormai ai margini. Ha manifestato la volontà di rescindere e salutare. I rapporti con Runjaic sono ai minimi storici e difficilmente si arriverà a una convivenza tecnica nella prossima stagione. La chiamata di Mourinho sembra averlo convinto, il Fenerbache potrebbe concretamente essere la sua prossima destinazione.
E poi c’è il nodo Bayo, tornato dal Watford dopo una stagione discreta in Championship (10 gol in 41 partite). L’ivoriano è una scommessa: non è certo il bomber su cui costruire l’intero reparto offensivo, ma può essere utile se ben inserito nel contesto tattico.
Infine, Brenner: l’oggetto misterioso della scorsa stagione. Acquistato con ambizioni, la prima stagione vissuta dalla tribuna, la seconda dopo un inizio promettente è finita con il brasiliano ancora ai margini. Escluso da Runjaic, adesso è stato "ripescato", ma resta da capire se il tecnico abbia davvero intenzione di puntarci o se si tratti solo di una soluzione momentanea in attesa di sviluppi di mercato.
In questo scenario, appare evidente che un innesto di spessore sia necessario. Un attaccante vero, pronto, in grado di portare in dote almeno una decina di gol e fare da riferimento per i più giovani. La stagione scorsa ha dimostrato quanto sia fondamentale avere un centravanti affidabile e che la butta dentro. Ora la palla passa alla dirigenza, che dovrà trovare sul mercato il profilo giusto per sistemare il reparto e permettere a Runjaic di costruire un’idea offensiva concreta e convincente.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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