La formazione di Eusebio Di Francesco mette in mostra organizzazione, intensità e personalità, approfittando delle enormi difficoltà dell’Udinese. Decisivi i calci piazzati di Gallo, la presenza di Gaspar e le accelerazioni di N’Dri, autentico incubo per la difesa friulana. L’unica nota stonata è rappresentata dalle tante occasioni sprecate da Geubbels, che avrebbe potuto rendere il risultato ancora più pesante.

Falcone 6 – Un pomeriggio decisamente tranquillo per il portiere salentino, chiamato raramente in causa dagli attaccanti bianconeri. Un’incertezza in uscita rischia di favorire Davis nel primo tempo, ma l’inglese non ne approfitta. Per il resto amministra senza particolari difficoltà, protetto da una difesa sempre attenta.

Veiga 6 – Prestazione ordinata e senza sbavature. Controlla la propria zona di competenza con attenzione, concede pochissimo e partecipa alla gestione del pallone senza forzare le giocate. Non ha bisogno di strafare per risultare efficace. Una gara di grande affidabilità.

Gaspar 7 – Protagonista assoluto del successo salentino. Sblocca la partita con un’incornata potente e precisa, approfittando della libertà concessagli dalla difesa friulana. È ancora lui a creare scompiglio nell’area avversaria nell’azione che porta al raddoppio di N’Dri. Dietro è praticamente insuperabile, sempre puntuale negli anticipi e dominante nei duelli fisici. Una prestazione completa.

Tiago Gabriel 6,5 – Sicurezza e personalità al centro della retroguardia. Legge con lucidità le situazioni, non concede spazio a Davis e contribuisce a rendere sterile la manovra offensiva dell’Udinese. Si fa apprezzare anche nell’area avversaria, partecipando con un colpo di testa a una delle azioni decisive della gara. Sempre concentrato.

Gallo 7 – Il piede che indirizza la partita. Due calci d’angolo eseguiti con precisione chirurgica mettono in ginocchio la difesa bianconera e aprono la strada ai primi due gol del Lecce. Spinge con continuità, gestisce bene entrambe le fasi e dimostra quanto possano essere determinanti le situazioni da fermo. Tra i migliori in campo.

Coulibaly 6,5 – Finché rimane sul terreno di gioco, il centrocampo è soprattutto territorio suo. Aggressivo nei contrasti, instancabile nella pressione e sempre pronto a recuperare palloni, detta il ritmo attraverso la propria intensità. La sua uscita anticipata interrompe una prestazione di grande spessore. Dal 42’ Kaba 6 – Entra senza bisogno di adattamento e garantisce immediatamente presenza fisica e dinamismo. Si inserisce con naturalezza negli equilibri della squadra, contribuendo a mantenere il controllo della zona centrale. Ha anche un’occasione per rendersi pericoloso, senza riuscire a concretizzarla.

Ngom 6,5 – Un lavoro prezioso, soprattutto lontano dai riflettori. Corre, contrasta e si impone in numerosi duelli, impedendo ai centrocampisti friulani di trovare continuità nella costruzione. La sua capacità di occupare gli spazi e aggredire il portatore di palla rappresenta una delle chiavi della superiorità salentina.

Maleh 6,5 – È il giocatore che dà ordine alla manovra. Gestisce il possesso con intelligenza, sceglie quasi sempre la soluzione più efficace e permette al Lecce di controllare i ritmi senza perdere equilibrio. Non cerca la giocata spettacolare, ma garantisce qualità e continuità alla circolazione del pallone. Dall’82’ Siebert 7 – Gli bastano pochi minuti per lasciare un segno pesantissimo. Legge perfettamente l’errore di Piotrowski, recupera il pallone e si presenta davanti a Okoye, battendolo con una conclusione potente sotto la traversa. Un ingresso da protagonista, impreziosito dal gol che fissa il risultato sul definitivo 3-0.

N’Dri 7,5 – Una spina nel fianco costante per l’Udinese. La sua velocità manda in crisi prima Kamara e poi Arizala, incapaci di contenerne le accelerazioni. Si muove con intelligenza, combina bene con Geubbels e trova il raddoppio facendosi trovare pronto a pochi passi dalla porta. Ogni volta che parte palla al piede crea apprensione nella retroguardia friulana. Una prestazione devastante. Dall’82’ Monteiro sv – Entra quando la partita è ormai indirizzata e ha troppo poco tempo per incidere.

Geubbels 5,5 – È il grande paradosso della giornata salentina. Il movimento è continuo, gli smarcamenti sono efficaci e la capacità di attaccare la profondità mette ripetutamente in difficoltà Solet e compagni. Il problema arriva davanti alla porta, dove spreca almeno un paio di opportunità clamorose, compresa quella a tu per tu con Okoye nel finale del primo tempo. Se avesse avuto maggiore precisione, il Lecce avrebbe potuto dilagare. Dal 74’ Esteban 6,5 – Entra con la voglia di partecipare alla festa e va vicinissimo al gol. In una ripartenza trova lo spazio per concludere, ma il pallone si stampa sul palo. Porta freschezza e vivacità a un attacco che continua a creare occasioni anche nella parte conclusiva della gara.

Fatah 6,5 – Qualità, intraprendenza e grande capacità di creare superiorità. Si conferma in un buon momento dopo il gol contro il Bologna, mettendo in difficoltà la difesa friulana con accelerazioni e giocate tecniche. Splendida la conclusione a giro che si infrange sulla traversa nel primo tempo. Gli manca soltanto il gol per coronare una prestazione di alto livello. Dal 70’ Pierotti 6 – Entra con compiti soprattutto tattici e li interpreta con attenzione. Aiuta i compagni nei ripiegamenti, garantisce copertura sulla fascia e contribuisce a conservare gli equilibri della squadra. Un ingresso utile e concreto.

All. Di Francesco 8 – Una vittoria che porta chiaramente la sua firma. Il Lecce si presenta a Udine con un’identità precisa e domina l’avversario sotto ogni aspetto: aggressività, organizzazione, intensità e capacità di sfruttare gli spazi. La preparazione sui calci piazzati si rivela decisiva, con due reti nate da situazioni d’angolo. Il centrocampo soffoca quello friulano, mentre gli esterni offensivi trovano continuamente campo per affondare. Anche i cambi funzionano, come dimostra il gol di Siebert. Il risultato finale è persino stretto rispetto alle occasioni prodotte. Di Francesco conquista tre punti fondamentali e infligge a Runjaic una pesantissima lezione di calcio.

Sezione: Pagelle / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 14:31
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
vedi letture
Stefano Pontoni
autore
Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.