Un primo tempo da incubo, chiuso tra i fischi del Bluenergy Stadium. L’Udinese va negli spogliatoi sotto 2-0 contro il Lecce, al termine di 45 minuti che fotografano perfettamente la crisi della squadra di Kosta Runjaic. I bianconeri, reduci da quattro sconfitte consecutive, erano chiamati a una risposta di carattere e personalità. Invece, davanti al proprio pubblico, hanno offerto una prestazione sconcertante, caratterizzata da errori difensivi, poca intensità e un’inquietante incapacità di rendersi pericolosi.

Eppure la posta in palio era chiarissima. Contro il Lecce serviva una vittoria per interrompere la serie negativa e restituire fiducia a un ambiente sempre più preoccupato. La squadra di Runjaic, invece, è sembrata incapace di reagire alle difficoltà, lasciando agli avversari il controllo delle situazioni più importanti.

Il vantaggio salentino arriva già al 12’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Gallo, Gaspar trova il tempo giusto per anticipare Karlstrom e battere Okoye con un colpo di testa. Ancora una volta l’Udinese paga una disattenzione su palla inattiva, confermando le fragilità emerse nelle ultime settimane.

La reazione friulana è affidata soprattutto a un episodio. Al 18’ Falcone sbaglia l’uscita e Davis si ritrova con una clamorosa opportunità per pareggiare, ma il controllo dell’attaccante inglese è impreciso e l’occasione sfuma. È l’unico vero sussulto di una squadra che fatica tremendamente a costruire gioco e ad accompagnare l’azione offensiva.

Dall’altra parte il Lecce gioca con maggiore convinzione, trova spazi e mette continuamente in difficoltà la retroguardia bianconera. Geubbels e Coulibaly si rendono pericolosi, mentre al 33’ arriva il raddoppio. Ancora un calcio d’angolo, ancora una difesa incapace di leggere la situazione: dopo i tocchi di Gaspar e Veiga, N’Dri interviene sulla linea di porta e devia il pallone in rete con il petto. È il 2-0, un risultato che premia la maggiore determinazione degli ospiti.

Da quel momento l’Udinese rischia di affondare definitivamente. Fatah colpisce la traversa con una splendida conclusione a giro, mentre Alaba deve intervenire con una chiusura provvidenziale per impedire a Coulibaly di servire Geubbels davanti alla porta.

Nel finale sale in cattedra Okoye, protagonista di due interventi decisivi in rapida successione su N’Dri e Geubbels. Proprio quest’ultimo, al 45’, spreca un’altra occasione clamorosa, calciando fuori a tu per tu con il portiere nigeriano. Senza gli errori degli attaccanti salentini e le parate dell’estremo difensore, il passivo avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più pesanti.

All’intervallo il verdetto del campo è impietoso. Il Lecce domina per occasioni, intensità e organizzazione, mentre l’Udinese appare smarrita. Due gol subiti su calcio d’angolo, pochissime idee offensive e una squadra incapace di trovare le contromisure necessarie.

I fischi che accompagnano i bianconeri negli spogliatoi raccontano tutta la delusione del pubblico friulano. La ripresa diventa un banco di prova fondamentale non soltanto per provare a recuperare il risultato, ma anche per misurare la capacità di reazione del gruppo.

Per Runjaic sono 45 minuti che rischiano di pesare moltissimo sul suo futuro. Dopo quattro sconfitte consecutive, l’Udinese aveva bisogno di dare un segnale. Per il momento, invece, ha mostrato il volto peggiore di questo complicatissimo avvio di stagione.

Sezione: Notizie / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 13:27
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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Stefano Pontoni
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Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.