Il 31 maggio del 1996 Arrigo Sacchi preparava la spedizione azzurra verso l'Europeo, parlando di Enrico Chiesa, reduce da grandissime prestazioni in campionato, ne escludeva il possibile utilizzo combinato con Zola. In un dualismo che assomigliava a tanti altri nella storia della nostra nazionale, come Baggio con Del Piero, o lo stesso capitano juventino con Francesco Totti. C'è sempre un giocatore migliore di un altro, una scelta più semplice (soprattutto a posteriori), un salvatore della patria che viene lasciato fuori. Insomma, l'Europeo 96 era nato sotto i migliori auspici con il 2-1 rifilato alla Russia nella partita d'esordio. Poi Nedved, con la sua Repubblica Ceca, e soprattutto Kopke (parando il rigore di Zola) ci avevano buttato fuori anzitempo. La magra consolazione è che proprio le due nazionali nostre avversarie si giocarono poi la finale, con l'ulteriore rammarico che un giocatore del nostro campionato, Oliver Bierhoff, fece poi la differenza.
Quel giorno, quando Sacchi pensava a come affrontare l'Ungheria il giorno dopo, veniva alla luce Simone Scuffet, che ora di anni ne ha 17 e difende i pali dell'Udinese. Un predestinato, un ragazzino alla Buffon, che ha avuto la possibilità di prendere il posto di Brkic e Kelava, dimostrando, probabilmente, di essere la migliore scelta per i pali della porta friulana. Così ieri, quando correva il minuto numero venti e Benalouane centrava per Maxi Moralez, due mondi sono venuti a confronto: il fantasista tascabile dell'Atalanta è il giocatore più basso della A, Scuffet il titolare più giovane. Gesto tecnico apprezzabile, quello dell'argentino, risposta da fenomeno assoluto per il ragazzino friulano, con un balzo felino a mano aperta, mandando il pallone in angolo. E poco importa se qualche minuto dopo ci ha pensato Brivio a fiaccare la sua resistenza, con un pallonetto bello e sorprendente.
Ora Scuffet può anche sognare un ruolo diverso rispetto a quello che inizialmente si sarebbe aspettato. Le prestazioni con le varie under erano sempre di livello, ma ora Prandelli deve pensare al suo futuro. Se portarsi dietro un ragazzo, come Walcott nell'Inghilterra 2006 (escluso nel 2010), per fargli fare un'esperienza formativa e importantissima, dietro a due mostri sacri come Gianluigi Buffon e il parigino Salvatore Sirigu. Un ruolo marginale, verrebbe da dire, ma dopo quello che è successo a Udine in questa stagione nulla sarebbe davvero da escludere.

Sezione: Notizie / Data: Lun 24 febbraio 2014 alle 19:15 / Fonte: tuttomercatoweb.com
Autore: Salvatore Ergoli
vedi letture
Print