Il Genoa prese Fernando Forestieri dopo avergli visto far mirabilie nella cantera del Boca Juniors e del Newell's. Nato nell'anno in cui Diego Armando Maradona conquistò il secondo titolo al Napoli, il Topa non ha mai rispettato premesse e promesse. In Italia un circumnavigare di piazze, di alti e bassi. Cresciuto all'Estrella Junior in Argentina nella sua Rosario, figlio di Rolando e Patricia, originari di Messina, a Udine è sbarcato nel 2009 senza mai metter tende. Prestiti senza fuochi d'artificio a Malaga, Empoli, Bari, poi il Watford è lì tre anni tra sorrisi e mezze delusioni. Nel 2015 un contratto con lo Sheffield Wednesday dove sembra trovare la sua casa. E di fatto così è: il primo anno è quello della sorpresa, la sliding door della carriera è la finale play-off persa contro l'Hull City. Segnerà comunque 40 reti in 134 partite ma non sarà mai più come in quella stagione, mai più come nei sogni d'inizio carriera.

Seconda chance Di recente ha avuto modo do dire che si sta godendo questa seconda chance. "Mi ricordo bene la prima partita in Italia, sono passati tanti anni e sono cresciuto tantissimo. Quando sono arrivato nessuno mi conosceva, tutti dicevano “è come Messi” ma se in partita non facevo gli stessi numeri di Messi diventavo scarso. Negli anni ho imparato tantissimo e sono migliorato tanto, adesso sono qua e sono pronto a dare una mano alla squadra. Cerco sempre di risollevare i ragazzi, siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo aiutarci. Quando sono arrivato al Watford sono cambiato tantissimo, sono cresciuto. Il procuratore mi aveva lasciato poco prima, mio nonno era appena morto. Al Watford sono arrivato da solo in pratica quindi in quel momento sono cresciuto, ho fatto il salto". Così il ritorno, la nuova storia in Italia. Il Topa è diventato grande. A modo suo, felice così.

Sezione: Notizie / Data: Ven 20 novembre 2020 alle 19:30
Autore: Redazione TuttoUdinese
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