Ci si aspettava una reazione dopo l'umiliazione subita contro il Lecce. E invece nulla. Contro l'ennesima big (in questo caso il Milan), è andato in scena al Bluenergy Stadium un copione visto troppe volte in questi ultimi anni. Una squadra senza mordente, impaurita dalla sua stessa ombra. Tanto che ai rossoneri non serve chissà quale sforzo per trovare la rete del vantaggio. 

Dormita di Vojvoda, che tiene in gioco tutti non salendo assieme alla linea difensiva, e Modric mette davanti al portiere Pulisic. Dal 6' minuto in poi, la squadra di Amorim ha gestito. Senza forzare. Il secondo gol è stata una diretta conseguenza, con qualche intervento di Okoye e l'imprecisione al tiro dei rossoneri che hanno evitato un risultato più pesante. 

Bisogna lavorare, ma bisogna anche reagire. Al più presto. Ma la cosa che preoccupa maggiormente è la mancanza del contributo dei senatori. Di coloro che dovrebbero prendersi le responsabilità (in campo) dando l'esempio. Giustifichiamo Davis, che può sbagliare davanti a Maignan se per tutto il match deve fare il mediano in fase di costruzione e di recupero palla, ma Vojvoda, Kamara, Kabasele e Piotrowski? Senza dimenticare il Solet delle precedenti uscite. 

È vero che tutto deve partire dall'allenatore, che ormai ha perso il coraggio di osare, ma in campo scendono i giocatori. E l'atteggiamento, la fame, il senso di rivalsa, la voglia di dimostrare... sono tutti elementi che un motivatore in panchina ti può tirare fuori, ma solo se li hai dentro. Solo se credi nel percorso da intraprendere. 

La società medita, ma la sensazione è che quando finirà il ciclo Runjaic servirà anche cambiare qualcos'altro nello spogliatoio. 

Sezione: Focus / Data: Lun 26 ottobre 2026 alle 06:54
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!