La Fiorentina viene beffata e perde 2-1 a San Siro contro l'Inter, che la ribalta in 7 minuti. Al termine del match, Paolo Vanoli ha commentato la gara dei suoi in conferenza stampa. 

E' più importante che lei sia allenatore o psicologo in questo momento?

"E' doveroso e giusto che ci sia un certo clima in questo momento. L'Inter è questa, ma hanno fatto una grande partita i miei. Grande atteggiamento e personalità. Per 80 minuti siamo stati in gioco. Abbiamo avuto due volte l'occasione di fare il 2-0. Dispiace ma abbiamo visto che questa è la strada giusta, io ho visto una grande Fiorentina. Questa è la strada per fare qualcosa di importante. Il dispiacere nasce perché anche dopo Como meritavano qualcosa di importante".

Qual è stata la strategia dopo il vantaggio? Su Thuram c'era rigore.

"Era un cambio nella testa per fargli male, in quella parte del campo Mkhitaryan stava soffrendo Jimenez. Verso la fine non ci siamo messi a tre. Se Gnonto fa gol non si dice niente sui cambi. Volevo che spingesse Dodo perché anche Bastoni andava a fare il terzino. Dobbiamo essere lucidi e guardare quello che abbiamo fatto. I ragazzi devono stare tranquilli".

Beto è entrato con l'atteggimaneto sbagliato. A che livello è?

"Mi dispiace che devo fare lo psicologo con un giocatore importante. Deve diventare più forte mentalmente, deve essere bravo lui a mettersi a testa bassa e lavorare. Ho bisogno di lui e di tutti. Como e oggi...abbiamo messo un altro mattone importante. Abbiamo avuto trame di gioco importanti, con l'Inter non puoi sbagliare. Dispiace ma guardiamo avanti".

Dopo otto partite la Fiorentina ha gli stessi punti dell'anno scorso. Che cosa è cambiato?

"E' un'altra squadra da assemblare, questi ragazzi devono guardare avanti. Se ci sarà da salvarsi...oggi non avete visto una Fiorentina che non voleva portare avanti il risultato. Non sono venuto qua per guardarmi indietro".

Sezione: Gli ex / Data: Dom 25 ottobre 2026 alle 15:43
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!