Troy Deeney è stato uno dei giocatori più importanti della storia recente del Watford, dove è arrivato nell’agosto del 2010, vantando 419 presenze e 140 gol con il club. Dalla Champinship, al carcere, alla finale di FA Cup contro il Manchester City, fino alla dolorosa retrocessione nel 2020. Lascerà poi il club nel 2021, undici anni lasciando un segno indelebile nelle menti dei tifosi degli Hornets. Senz’altro il momento più memorabile della sua carriera è stato il gol al Leicester nella semifinale di ritorno dei playoff, persi poi in finale contro il Crystal Palace, con un gol pesantissimo nel finale dopo che il portiere del Watford Manuel Almunia parò un rigore di Anthony Knockaert e anche il successivo tentativo sulla ribattuta. I tifosi ricordano ancora quel gol come “gol di Deeney”.

Nell’intervista, Deeney si è espresso su quella che è stata a suo avviso la gestione Pozzo, indicandone sopratutto le criticità.

Inizialmente parla dell’arrivo dei Pozzo e del cambiamento del livello che il club ha avuto “L’arrivo di Gino e della famiglia Pozzo ci ha portati ad un livello che era quello della Premier League…”. Progetti molto ambiziosi inizialmente, contando la promozione diretta della stagione 2014-2015, le cinque stagioni consecutive in Premier League, culminate con l’11° posto del 2018-2019, milgior piazzamento nella massima serie inglese nell’era Pozzo, oltre al raggiungimento della finale di FA Cup.

Arriva però il punto centrale dell’intervista. Si parla infatti dei bonus che dovevano arrivare in caso di vittoria. “ Dopo una grande preseason la rosa era davvero buona. Non si erano mai vinte partite consecutivamente nella stagione precedente. La cifra era 5,000 per una vittoria, 10,000 la seconda e così via, ma non pensavano che potessimo vincere così tante partite di fila”. “I bonus erano dispendiosi e avrebbero dovuto arrivare in giugno. Tutti hanno passato bene la propria estate pensando che questi soldi arrivassero. Ma alla fine del contratto c’era una clausura che nessuno avrebbe potuto notare e che i bonus fossero a discrezione del club. Arriva luglio, e non ci sono nè pagamenti nè comunicazioni. All’inizio della stagione ci fu un confronto e ho dovuto mediare tra le persone del club e i giocatori. Per salvarsi avevano proposto di pagarci la metà”.

Questa decisione avrà conseguenze devastanti sul club: “Si sono persi tutti i giocatori. Si poteva puntare all’Europa dopo la finale di FA Cup,e abbiamo finito per essere retrocessi. Hanno detto che avevamo i soldi, ma loro spendevano e compravano giocatori, ma ha perso tutto lo zoccolo duro di giocatori esperti e smisero di crederci”.

Dalla retrocessione, nel 2021 il Watford torna immediatamente in Premier, ma da qui in poi vi saranno soltanto stagioni anonime. Una nuova retrocessione nel 2022 e campionati anonimi e lontani dai primi posti in Championship.

Deeney sostiene poi che Pozzo stia cercando degli investitori per intervenire nel club, specificando che a suo avviso non avrebbe intenzione di vederlo, ma semplicemente di trovare nuovi capitali per ridare lustro al Watford, in questo momento necessari per evitare di precipitare in League One e allo stesso tempo valorizzare i giocatori. Dopo la stagione 2018-2019 infatti, l’impressione di Deeney è stata che la priorità non fossero più i risultati, bensì i conti della società da far quadrare i conti. Non a caso, fa notare l’ex capitano, sui social dei tifosi del Watford spopoli ormai da un po’ di tempo lo slogan “Pozzo out”. Secondo lui però, la soluzione però non è la nuova proprietà, bensì l’onestà della dirigenza attuale, spieghi apertamente la situazione, le risorse disponibili e la ricerca di investimenti.

Sezione: Watford / Data: Ven 23 ottobre 2026 alle 20:11
Daniele Sclaunich
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Daniele Sclaunich
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Classe 2007, non ho visto i Mondiali vinti dall'Italia, ma posso fregiarmi del fatto che ho la stessa età di Lamine Yamal. Lo sport è sempre stata una mia passione e in questi ultimi anni ho l'ambizione di provare a trasformarlo nel mio lavoro. Originario di Villesse, mi alterno tra i campi e la scrivania per scrivere.