Inizia una nuova settimana ma l'Udinese mastica amaro dopo la sconfitta casalinga contro il Sassuolo, la seconda consecutiva dopo il ko di Lecce. La luce del giorno successivo mette in evidenza le macerie rimaste dopo l'1-2 subito dai neroverdi, ai quali sono bastati tre minuti per ribaltare una volta per tutte il risultato grazie alle reti di Laurientè e Pinamonti. I bianconeri, dal canto loro, si sono sciolti come neve al sole, non trovando mai il modo di dare sfogo a una controreazione e finendo invece per soccombere davanti alla seconda gara deludente in serie.

L'unica nota positiva è ancora una volta Oumar Solet, giunto alla sua seconda realizzazione consecutiva: non male per un centrale di difesa, soprattutto se le reti non arrivano da situazioni di palla inattiva come corner e calci di punizione. Al calcio di rigore battuto e realizzato al Via del Mare ha fatto seguito la grande azione personale che ha sbloccato Udinese-Sassuolo. Recupero alto, slalom e conclusione sul primo palo per togliere il tempo d'intervento a Muric: l'ABC di un attaccante. Peccato che il ruolo del 28 fosse quello di difensore centrale in una difesa a 4. 

È ormai fuor di dubbio che la prospettiva di Solet sia quella di calcare campi e palcoscenici ben diversi, in squadre che possano valorizzare ancor di più le sue doti difensive verso traguardi ambiziosi a livello nazionale ed europeo. La fortuna dell'Udinese di poter contare su un giocatore del suo livello - dovuta alla grande mossa di mercato messa in atto dalla dirigenza negli ultimi mesi del 2024 - è cosa rara. L'impressione è però che la luce portata da Solet funga da faro nella nebbia, all'interno di una squadra che sta iniziando a dipendere dalle sue iniziative in tante, e forse troppe, fasi di gioco.

Se la tecnica e la fisicità permettono al francese di offrire un'arma in più anche in fase di impostazione e a livello offensivo, l'Udinese non può pretendere che sia sempre Solet ad accendere la luce. A nove dei dieci giocatori di movimento in campo contro il Sassuolo(si aggiungano a questi i subentrati) è mancato estro, è mancata pericolosità, è mancato il gol: ingredienti che solo il classe 2000 ha saputo portare con riscontri effettivi. Mentre si gode il talento di uno dei suoi gioielli più preziosi, l'Udinese è chiamata a riflettere. Solet da solo non può bastare. E quando mancherà lui - al momento di un verosimile passaggio a una big in estate - la carenza di qualità e verve vista ieri al Bluenergy Stadium si intensificherà ulteriormente.

Sezione: Focus / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 14:31
Autore: Alessandro Di Lenarda
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