Il segno suo è la zeta, potremmo dire parafrasando una celebre sigla, ma non stiamo parlando di Zorro: Kristers Zoriks ha disputato una buona prova nella vittoria dell'APU Old Wild West Udine contro la Dinamo Sassari. Il lettone, alla sua quarta apparizione con la maglia bianconera, è partito per la prima volta in quintetto e ha fornito un apporto silenzioso ma fondamentale alla causa.

La guardia classe 1998 non è forse uno dei giocatori che salta agli occhi, non fa delle giocate spettacolari la propria cifra stilistica, ma "è un bravo giocatore di pallacanestro", come lo ha definito coach Vertemati in conferenza stampa. Nei 29' in cui è rimasto sul parquet, ha fornito 6 assist, conquistato 4 rimbalzi e si è sbloccato anche da tre punti, concludendo la gara con 7 punti totali. Ha fatto di tutto un po' e lo ha fatto bene: una caratteristica che l'ha reso una scelta felice da parte dei bianconeri. 

Nelle prime gare disputate, Zoriks non aveva brillato e si era levata più di qualche voce critica nei suoi confronti. Il problema è che l'innesto di Christon, subito decisivo appena indossata la casacca dell'APU, aveva abituato troppo bene i tifosi. Non ci si poteva aspettare lo stesso tipo di impatto da Kristers, che non ha una personalità quale quella di Semaj né la stessa responsabilità in campo. L'apporto a livello numerico prima o poi sarebbe arrivato anche da Zoriks, aveva soltanto bisogno di qualche gara per ambientarsi in un club che fa della propria identità parte integrante della propria cultura.

Entrare in un gruppo squadra così coeso e unito non è facile per un elemento esterno, ma i nuovi compagni hanno subito accolto Zoriks con entusiasmo e con la consapevolezza che ogni giocatore è fondamentale per raggiungere l'obiettivo finale. La vittoria contro la Dinamo ha permesso all'APU di fare un passo importante verso la salvezza, ora si deve provare a fare quel qualcosa in più che renderebbe leggendaria una stagione già straordinaria. Con il contributo di tutti e con il segno di Zoriks

Sezione: Focus / Data: Lun 09 febbraio 2026 alle 10:06
Autore: Francesco Maras / Twitter: @francescomaras
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