Quattro chiacchiere bianconere con Alberto Zaccheroni, uno tra i tecnici più amati della storia dell'Udinese. L'allenatore, il primo a portare il Friuli in Europa, ha parlato ai nostri microfoni del presente bianconero, tra risultati e mercato.

Mister che giudizio dà a questa Udinese?

"L'Udinese è una squadra ben strutturata, dal punto di vista fisico tra le migliori di tutto il campionato. Qualitativamente ha giocatori importanti in tutti i reparti. Penso che la prestazione della squadra ha quasi mai coinciso con il risultato. Ha finalizzato poco e di conseguenza i punti non sono arrivati. Nelle ultime partite, poi, è subentrato un po' di malumore tra i giocatori che ti certo non ha aiutato. Dispiace vedere questa classifica deficitaria, non rispecchia affatto quelle che sono le potenzialità dei bianconeri. Bisogna comunque tenere conto che si tratta di una stagione anomala".

Lasagna in uscita. E' la mossa giusta?

"Lasagna è un buon attaccante ma richiede un determinato gioco, fatto di ripartenze, di una costruzione della manovra rapida. L'Udinese, però, non gioca sempre in quel modo, Gotti vuole che provi a giocare palla a terra. Servirebbe un centravanti con altre caratteristiche, alla Bierhoff. Un attaccante abituato a riempire l'area di rigore sarebbe più funzionale al gioco. In ogni caso non mi priverei di Lasagna, però bisogna saperlo sfruttare".

In arrivo c'è invece Llorente.

"L'Udinese in passato prendeva giocatori bravi ma a fine carriera, poi con fatica è riuscita a cambiare questa mentalità e a puntare sui giovani. L'ambiente di Udine non adatto per un campione da grandi trascorsi. Le cose migliori le abbiamo fatte sempre quando si è creduto su giovani talenti, spesso sconosciuti, su giocatore in ascesa. Llorente ti risolve i problemi da qui alla fine della stagione ma con lui non costruisci nulla per il futuro. Sono decisamente contrario a quel tipo di acquisti. Io andrei a prendere su giocatore di prospettiva, che mi possa permettere di programmare un triennio".

Un altro nome in ballo è quello del giapponese Kagawa che lei ha allenato in nazionale.

"Kagawa è un centrocampista offensivo al quale piace maggiormente mettere gli attaccanti in condizioni di segnare. So che sta cercando squadra, è un giocatore che ha tanta qualità. Mi piacerebbe molto vederlo all'Udinese. Forse però in questo momento non è proprio ciò che serve ai bianconeri".

Le manca la panchina? Ha qualche progetto in ballo?

"Sono partito dalle giovanili, poi ho fatto tutte le categorie. La passione per il calcio non è andata via, il campo mi manca molto. Mi divertirei anche con i bambini, mi piacerebbe aiutarli a crescere ed amare questo sport. Devo ancora decidere cosa fare da grande. Ho allenato sempre senza portarmi la famiglia al seguito, credo sia arrivato il momento di dedicargli il mio tempo. A casa hanno bisogno di me. Tengo sempre una porta aperta ma difficilmente tornerò in pista".

Sezione: Esclusive / Data: Sab 23 gennaio 2021 alle 14:20
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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