L’Udinese ha scelto Kosta Runjaić come nuovo allenatore. Una decisione che rispecchia perfettamente lo spirito esterofilo del club e della sua proprietà ma che ora ha l'obbligo di convincere i tifosi. Dopo un'annata così travagliata e una salvezza conquistata soltanto all'ultimo respiro era lecito attendersi una scelta diametralmente opposta per la panchina bianconera.
Cannavaro a parte (che io avrei confermato a occhi chiusi non soltanto per il blasone del campione del mondo ma per quanto fatto vedere in campo in un mese soltanto di lavoro), sul mercato c'erano diversi allenatori italiani liberi e che avrebbero dato maggiori garanzie ad una piazza già in un subbuglio. Di Francesco, Zanetti, Dionisi, Vanoli, profili valutati, sondati ma che sono stati lasciati accasare altrove con troppa facilità. In questa lista inserisco anche Juric, che italiano non è mi direte voi, ma che questo campionato lo mastica da sempre e che avrebbe potuto garantire fin da subito un certo rendimento.
I bianconeri, al contrario, ancora una volta sorprendono, andando a pescare l’unico allenatore a cui nessuno aveva mai oggettivamente pensato (le piste estere sembravano portare più alla Spagna). Runjaić, un nome non molto noto nel panorama calcistico italiano, rappresenta una scommessa intrigante. Nato in Austria da genitori croati e cresciuto in Germania, incarna un mix di culture e mentalità diverse. Questa sua eterogeneità rispecchia il profilo del club, che sotto la guida di Gino Pozzo ha sempre adottato una visione internazionale. Pozzo, residente a Londra e proprietario anche del Watford, ha spesso puntato su talenti emergenti e innovativi, non limitandosi a guardare entro i confini italiani.
Nonostante la mancanza di esperienza nella Serie A, Runjaić porta con sé un bagaglio di esperienze significative. La sua carriera si è sviluppata tra Germania e Polonia, dove ha dimostrato una notevole abilità nel lavorare con i giovani talenti. La sua avventura più recente con il Legia Varsavia ha messo in luce la sua capacità di trasformare la squadra e di far crescere i giocatori, un aspetto che sarà cruciale soprattutto a Udine dove lavorerà con un gruppo completamente rinnovato e con al suo interno tanti giovani da sgrezzare tecnicamente e tatticamente. La sua esperienza internazionale e la sua capacità di relazionarsi con atleti di diverse nazionalità e origini culturali potrebbero rivelarsi perfino un vantaggio.
L'ingaggio di Runjaić rappresenta comunque una sfida non priva di rischi. La Serie A è un campionato molto competitivo e particolare, con dinamiche che possono essere difficili da comprendere soprattutto per chi non le ha mai vissute. Tuttavia, l'Udinese è una squadra abituata a questo tipo di imprese, avendo quasi sempre puntato per la maggior parte su giocatori stranieri, sconosciuti ai più ma che hanno saputo comunque integrarsi e portare un valore aggiunto. Molto dipenderà dalla sua velocità di adattamento. Importante, in questo senso, sarebbe la riconferma di Giampiero Pinzi all'interno dello staff. L'ex centrocampista bianconero rappresenterebbe quella continuità necessaria ad avviare un progetto di questo tipo, oltre che una garanzia e un appoggio quotidiano per lo stesso Runjaić.
Il supporto della proprietà, poi, sarà fondamentale in questa nuova avventura. Gino Pozzo ha fatto una scelta coraggiosa, che necessita di un sostegno costante anche nel caso in cui non dovessero subito arrivare i risultati. Se vai a prendere un profilo come quello di Runjaić è perché ci credi veramente e non perché rappresenta anche a livello economico una buona soluzione. Altrimenti l'epilogo è già scritto, come lo fu qualche anno fa per Velazquez, altro allenatore proveniente dall'estero e che avrebbe forse meritato un pizzico di pazienza in più. La fiducia di Gino in Runjaić deve essere il segnale di un progetto a lungo termine che mira a costruire una squadra solida e competitiva e non l'ennesima scommesa a tempo.
Nel mentre i tifosi friulani dovranno armarsi di pazienza e speranza, pronti a scoprire se questa nuova avventura potrà portare l'Udinese veramente ad un nuovo inizio e a nuovi successi.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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