L'Udinese ha sorpreso tutti con un colpo di mercato che per forza di cose ti cambia il volto della squadra: l'arrivo di Alexis Sanchez.
Il Nino Maravilla fa ritorno in Friuli 13 anni dopo, con un bagaglio di esperienza ineguagliabile accumulato in alcuni tra i migliori club d'Europa e del mondo. Una lungo e ricco di successi percorso tra Barcellona, Arsenal, Manchester United, Marisiglia e Inter. Ora di nuovo l'Udinese, quella che negli anni è rimasta sempre la sua casa.
Una storia bellissima la sua, che appartiene ad un calcio romantico che sta ormai scomparendo. Giusto emozionarsi, come d'altronde ha fatto una gremita Piazza Libertà nel giorno della presentazione, come ho fatto anch'io quando l'ho rincontrato allo stadio. Ho sempre creduto fortemente nel suo ritorno (lo sapete): dalle prime soffiate della scorso aprile, ai contatti estivi fino al concretizzarsi di una trattativa che per molti era impossibile. "Ora sei di nuovo nel posto giusto Nino", questo il mio sincero "bentornato" ad uno dei miei idoli dell'adolescenza.
Un tuffo nel passato che non poteva lasciarci indifferenti ma cosa può portare concretamente oggi Sanchez all'Udinese? Me lo sono chiesto anche io, nonostante il legame affettivo. Il tempo passa e ovviamente anche il fuoriclasse cileno non è più quello che ci trascinò assieme a Di Natale in Champions League.
Dal punto di vista tecnico, Sanchez è il profilo che l'Udinese cercava da tempo: un giocatore capace di fare la differenza in campo grazie alla sua fantasia, alla sua abilità nel dribbling e alla sua visione di gioco. Il cileno ha dimostrato nel corso della sua carriera di poter ricoprire diversi ruoli offensivi, sia come esterno d'attacco che come trequartista a sostegno della punta centrale. Anche falso nueve avvicinandosi di più alla porta come fece d'altronde anche Totò, uno che alla sua stessa età, proprio in quel ruolo, dominava la classifica cannonieri. Questa versatilità permetterà a mister Runjaic di avere a disposizione una pedina fondamentale, capace di adattarsi a diverse situazioni tattiche e di risolvere partite complicate anche solo con un giocata individuale. La classe è classe, non si smarrisce con il tempo.
Oltre alle doti tecniche, Sanchez porta con sé una mentalità vincente, forgiata da anni di successi a livello nazionale e internazionale. Ha vinto campionati (l'ultimo, quella della seconda stella con l'Inter, soltanto due mesi fa), coppe e ha giocato in competizioni come la Champions League, la Copa America, il Mondiale. Esperienze che lo rendono un leader naturale. Il suo carisma e la sua determinazione possono essere contagiosi per un gruppo giovane che ha bisogno di un punto di riferimento, soprattutto nei momenti difficili della stagione. La sua capacità di trascinare i compagni con l'esempio, di motivarli e di non mollare mai, è un valore aggiunto che può fare la differenza nel corso della stagione. Come il secondo Ibrahimovic al Milan (il cui contributo è stato indispensabile per la rinascita del Diavolo e la conquista dello scudetto), può far fare a tutta la squadra un salto di qualità a livello di testa. Un alleato prezioso anche per il mister (Ibra era il primo consigliere di Pioli) nel suo primo anno di Serie A.
Nonostante non sia più giovanissimo, tra l'altro arriva all'Udinese in buone condizioni fisiche, pronto a dare il suo contributo. Non ci sarà a Bologna per essere al meglio nel debutto casalingo contro la Lazio. La sua integrità fisica è un elemento rassicurante per Runjaic, che potrà contare su di lui con continuità. La capacità di mantenere un buon livello di performance anche con il passare degli anni è una delle caratteristiche che distinguono i grandi campioni, e Sanchez non fa eccezione. Grande lavoratore, uno che in allenamento non molla di un centimetro, che sa di dover dare di più degli altri per essere competitivo anche dal punto di vista fisico in un calcio dove l'atletismo è diventato la parte fondamentale.
Insieme a Florian Thauvin, altro giocatore di grande talento ed esperienza, Sanchez può formare una coppia di assoluto livello sulla trequarti, un binomio che promette di portare fantasia e imprevedibilità all'attacco dell'Udinese. Capitan Florian, con la sua tecnica e la sua abilità nel servire assist, può trovare in Sanchez un partner ideale, capace di concretizzare le occasioni create e di rendere la manovra offensiva bianconera più fluida e pericolosa.
L'Udinese, che nelle ultime stagioni ha faticato a trovare la via del gol con continuità, può beneficiare enormemente dall'arrivo di Sanchez. La sua presenza non solo aumenta le opzioni offensive a disposizione di Runjaic, ma permette anche di diversificare le soluzioni in fase di attacco, rendendo la squadra più difficile da prevedere per gli avversari. Con Sanchez e Thauvin a guidare la trequarti, l'Udinese può ambire a un gioco più incisivo e a un numero maggiore di gol, un fattore cruciale per migliorare la posizione in classifica e raggiungere gli obiettivi stagionali.
Operazione intelligente o colpo acchiappa abbonati come dicono i più critici (e anche, permettetemelo, rancorosi)? Per me Sanchez rappresenta un colpo di mercato che può elevare il livello tecnico e mentale dell'Udinese (non dimentichiamoci che solo qualche anno fa ci affidavamo a gente come Matos ed Ewandro, giocatori che con tutto il rispetto al Nino possono portare al massimo il borsone). Con la sua classe, la sua esperienza e la sua voglia di continuare a stupire, con la sua fame di vittorie, Alexis può tornare ad essere il grande leader, capace di guidare l'Udinese verso una stagione ricca di soddisfazioni.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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