Arriva il turno dell'ultimo arrivato, Christian Mekowulu: "In questo business il rapporto personale è molto importante. Con Gracis abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio fin dai tempi di Treviso. Gli ho sempre detto che se avesse avuto bisogno di un giocatore io sarei stato disponibile. Quando Andrea mi ha proposto Udine non ci ho pensato due volte, sono molto contento di essere qui. È stata un'estate impegnativa per me, volevamo vincere AfroBasket con la Nigeria ma non ci siamo riusciti. Il mio arrivo qui non è stato facile dopo l'eliminazione, ma questo è il basket. Vogliamo costruire una chimica di squadra importante nella prestagione per arrivare pronti all'inizio del campionato. Appena ho firmato per Udine anche il mio compagno in nazionale ed ex APU Okoye è stato contento per me, mi ha detto che è una splendida città e mi ha augurato buona fortuna. La mia caratteristica principale è quella di giocare duro, durante la carriera ho provato ad aggiungere il tiro al mio repertorio. Molte squadre mi vogliono per la mia fisicità, perché posso cambiare su ogni ruolo: forse non sono il più talentuoso, ma ci metto grinta e tenacia. Il basket africano sta crescendo, penso che avere la possibilità di giocare qui per me e per altri giocatori africani sia bellissimo, impariamo e miglioriamo molto. Quando sono arrivato a Treviso il mio compagno di squadra David Logan mi ha detto di ascoltare l'allenatore, anche se pensi che sia sbagliato: questo penso sia il consiglio migliore che posso dare ad Aubrey e DJ per adattarsi il più rapidamente possibile al campionato italiano".
Gracis poi parla così di Mekowulu: "Il nostro rapporto va avanti da anni, abbiamo vissuto una splendida stagione a Treviso. La voglia di tornare in Italia è stata decisiva, la trattativa è stata rapida quando ho saputo che non aveva ancora preso una decisione sul proprio futuro. Tra l'infortunio a Juiston e la sua firma sono passati solo pochi giorni, la motivazione è stata fondamentale".
Prende la parola Aubrey Dawkins: "Ho iniziato a giocare a 5 anni, mio padre ovviamente ha avuto un grande impatto sulla mia scelta e sulla mia passione. Il primo consiglio che mi ha dato è stato che se voglio una cosa devo ottenerla da solo, non può scendere in campo al mio posto: può darmi la motivazione, ma il resto devo conquistarlo da solo. Abbiamo un ottimo rapporto, lui è molto impegnato come allenatore di college e quindi non può guardare le mie partite in diretta, ma ci confrontiamo spesso. Non sento il peso, abbiamo molti giocatori che sanno fare molte cose buone. Non sento la responsabilità di essere il giocatore decisivo, il pallone può finire a qualsiasi dei miei compagni: abbiamo fiducia che finisca sempre nelle mani giuste al momento giusto. I miei compagni guardano sia come sono in campo che fuori, è una responsabilità che mi prendo volentieri. Essere un leader vuol dire provare sempre a migliorare, che sia in difesa o nella concentrazione. Se giocatori come LeBron James o Steph Curry cercano ogni anno di migliorare il proprio gioco non vedo perché non dovrei farlo anch'io, che non sono neanche lontanamente al loro livello. Il mio idolo nel basket è Kobe Bryant, cerco di ispirarmi a lui sia in campo che nella vita. L'ho sempre visto come un modello e mi piacerebbe provare ad imitarlo. Il livello nel basket italiano è alto, avevo affrontato squadre italiane in Champions League ed Eurocup ma essendo qui da protagonista capisco quello che si dice sulla Serie A. Si dice che sia uno dei migliori campionati europei ed è vero, confermo tutte le impressioni che avevo prima e non vedo l'ora che inizi la stagione. Per ogni figlio che ha avuto un giocatore eccezionale nel campo che sceglie di seguire è difficile. Ho capito che non devo farmi prendere da questi paragoni perché lasciano il tempo che trovano: se non dovessi riuscire a ripetere la carriera che ha fatto mio padre non vorrebbe dire niente. Ora uso il paragone con lui come motivazione. Il tempismo e l'opportunità sono due delle cose fondamentali nello sport. Essere qua è fantastico, ogni giocatore vuole essere coinvolto e giocare per qualcosa. Tutti vogliamo la responsabilità di essere importanti in squadra".
Gracis poi presenta Dawkins: "Inserire un giocatore come Aubrey è stato facile, abbiamo trovato in lui le caratteristiche che ci mancavano. Il padre è stato prima un grande giocatore e poi un grande allenatore, si capisce che lui abbia vissuto molta pallacanestro anche in casa. Guardandolo negli allenamenti penso possa diventare ancora più completo nel gioco di squadra, per noi è un ottimo acquisto e l'ha già dimostrato nelle prime uscite".
DJ Brewton si presenta così: "Sono abbastanza veloce, uso la mia velocità come vantaggio. Penso di essere un buon difensore, ma devo imparare ad essere più continuo al tiro, prendermi più responsabilità. Provo ad analizzare il gioco, so che posso leggerlo bene e molte volte mi affido al mio istinto per capire se affidarmi a un compagno più libero oppure attaccare direttamente. Le differenze tra il basket in Lituania e in Italia direi che riguardano principalmente la fisicità, in quanto ci possono essere più stranieri in questo campionato. In Serie A se batto il primo giocatore so che devo preoccuparmi anche degli altri che arrivano in aiuto. Qui c'è molta più tattica, lo scouting è molto importante e si analizzano molto i dettagli, è più un gioco di squadra. In USA ci si basa molto più sul fisico, se riesci a prevalere sul tuo diretto avversario hai già fatto metà dell'opera. Quando sono arrivato ero molto timido perché la maggior parte dei miei compagni sono più grandi, il coach mi ha aiutato e mi ha spinto ad essere me stesso e fare quello che so fare. Vuole che alzi il mio livello soprattutto in difesa, perché sa che ho le caratteristiche per poterlo fare. Mi lascia spazio per creare: la fiducia che mi dimostra mi rende fiero, non è scontato per un giocatore della mia età. Il basket ha situazioni che si ripetono spesso: il saper leggere in anticipo le giocate è un talento innato che ho. Quando riesco a capire ciò che la difesa vuole che faccia posso agire in anticipo e rompere gli schemi in modo da metterli in difficoltà".
Il primo a prendere la parola è il direttore sportivo Andrea Gracis: "Brewton è il più giovane dei nuovi acquisti stranieri, il secondo dopo Calzavara; è un giocatore di grandi prospettive e potenzialità. Ci ha colpito il fatto che al suo primo anno in Europa, in Lituania, sembrava già un veterano dopo pochi mesi. Abbiamo iniziato a seguirlo più attentamente per vedere come si sarebbe adattato e l'ha fatto molto rapidamente. Ha grandi margini di miglioramento, adesso lo vediamo in un modo ma a marzo/aprile sarà già migliorato. Il corteggiamento è stato abbastanza lungo, specie perché era ancora impegnato con la sua squadra, diventata la sorpresa del campionato. Siamo molto felici di averlo con noi".
Giornata di presentazioni in casa APU Old Wild West Udine. Oggi 23 settembre presso la sede di Credifriuli a Udine si presentano alla stampa i nuovi arrivati Aubrey Dawkins, DJ Brewton e Christian Mekowulu. Segui con noi la diretta scritta.
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