Dicia͏mo che ogni allenatore ha dato tanto alla squadra e ha permesso di raggiungere dei grandi traguardi, ma ovviamente ci sono quelli che sono rimasti nel cuore di tutti. In primis Zaccheroni, Spalletti e Guidolin. Vediamo chi è stato il mi͏ster che ha lasciato il segno più profondo nella storia dell'Udinese.
Se proprio dobbiamo fare un nome, Guidolin è l'allenatore che ha permesso al club di fare il record di punti in Serie A (66) e che ha fatto vincere ben 8 partite consecutive, un record per la squadra. Certo, questi traguardi sono il risultato di un percorso durato anni, ma senza dubbio l'Udinese ha trovato identità e chiarezza grazie al suo coach.
La passione per il calcio oggi è anche online
Oggi tanti tifosi vivono il calcio non solo allo stadio o in TV, ma anche online con il fantacalcio, le simulazioni manageriali, i quiz e i giochi a tema. Tra le tante offerte che si trovano in rete, ci sono anche i casinò online come Boomerang che propongono le slot o i tavoli a tema pallone. La cultura del tifo si è evoluta, oggi non si viva più la passione solo allo stadio, anzi, si possono trovare gli allenatori e i bomber anche online nei giochi a tema. Il formato è perfetto per fare delle partite senza impegno e in pochi minuti, magari mentre si attende il prossimo match o mentre si è in pausa tra il primo e il secondo tempo.
Zaccheroni: il 3-4-3 che ha cambiato la percezione dell'Udinese
Detto ciò, non esisterebbe il "modello Udinese" senza Alberto Zaccheroni. È stato lui a portare il 3-4-3 a Udine, a far esplodere il tridente Poggi-Bierhoff-Amoroso, a guidare la squadra al terzo posto nel 1997/98 con Bierhoff capocannoniere a 27 gol. Quell'Udinese, con un'idea tattica audace e una transizione verticale fulminante, ha costretto tutta la Serie A a guardare a Udine in modo diverso.
Non solo la stagione del podio, il nuovo assetto nacque già verso la fine del 1996/97 e portò a una serie di vittorie e di entusiasmo che spalancò l'Europa. La cifra di Zac non è la continuità pluriennale, il suo ciclo è più breve, ma l'innovazione. Ha lasciato un'impronta tecnica ancora riconoscibile quando si parla dell'identità storica dei friulani.
Spalletti: la prima Champions e l'identità moderna
Con Luciano Spalletti l'Udinese entra nella Champions League per la prima volta (quarto posto nel 2004/05 e passaggio ai gironi dopo aver superato i preliminari nella stagione successiva). È una tappa simbolica enorme, certifica che l'Udinese può stare nel salotto d'Europa anche restando fedele alla propria idea di scouting, di plusvalenze e di gioco proattivo.
Quel risultato nasce da una progressione graduale, sesti e settimi posti nelle annate precedenti, e da una gestione che valorizza i profili come Iaquinta, Di Natale, Muntari e Pinzi. Spalletti ha lasciato il club nel 2005, ma l'eco di quella qualificazione resta il riferimento per gli obiettivi successivi del club.
Un po' di numeri (e perché fanno propendere per Guidolin)
Per evitare la memoria selettiva, proviamo a vedere quali sono stati dei momenti davvero significativi:
Record punti Udinese in Serie A: 66 (2010/11 e 2012/13). In entrambe le stagioni l'allenatore è Guidolin. In più, nel 2012/13 arriva anche il record di 8 vittorie di fila in campionato.
Migliori piazzamenti moderni: terzo posto nel 1997/98 (Zaccheroni) e nel 2011/12 (Guidolin). Il 2011/12, peraltro, vede l'Udinese in vetta anche a ottobre e poi sul podio a fine stagione.
Se sommiamo la continuità, i picchi e la completezza del ciclo, Guidolin porta più stagioni di alto livello rispetto agli altri due. Zac ha il picco e l'innovazione, Spalletti ha la "prima" in Champions, ma Guidolin tiene il club stabilmente a ridosso dell'élite per tre anni, con due Champions ai preliminari e numeri di efficienza che non si erano mai visti due volte nello stesso arco temporale.
Definiamo dei criteri chiari per stabilire un verdetto
Ok, un po' di dati li abbiamo, ma come facciamo a stabilire chi sia davvero l'allenatore migliore? Ecco i criteri che abbiamo usato in questo confronto:
Risultati ripetuti nel tempo: non un solo exploit, ma almeno due stagioni d'élite.
Impatto sulla traiettoria del club: quanto quell'allenatore ha spostato le ambizioni e la percezione esterna.
Valorizzazione del materiale tecnico: crescita collettiva e singoli esplosi.
Peso statistico: punti, piazzamento, serie vincenti e qualificazioni europee.
Con questi parametri, Guidolin svetta: ha i record, la durata, le Champions ai preliminari consecutive e il miglior mix di solidità e di picchi. Zaccheroni resta il padre nobile dell'idea spregiudicata, mentre Spalletti firma la pietra miliare europea. Ma se dobbiamo sceglierne uno, la somma delle parti dice Guidolin.
Nomi e momenti che hanno fatto la differenza
Zaccheroni (1995-1998): il 3-4-3 diventa biglietto da visita; terzo posto 1997/98; Bierhoff capocannoniere (27). Quel mix di pressing e verticalità fa scuola.
Spalletti (2002-2005): quarto posto 2004/05 e prima Champions; struttura di gioco moderna e sviluppo di profili poi diventati big.
Guidolin (2010-2014): record punti (66) due volte, otto vittorie di fila, terzo posto 2011/12, due Champions ai preliminari. Questo è il ciclo più completo.
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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