Le squadre di calcio sono composte da rose molto ampie che annoverano moltissimi calciatori e alcuni di essi scendono in campo meno spesso di altri. Sono i cosiddetti comprimari, giocatori che, in silenzio, lavorano sodo e aspettano il momento in cui vengono chiamati in causa per raccogliere i frutti delle loro tante fatiche. Capita, a volte, che questi calciatori riescano a riscrivere la storia del calcio e che le loro gesta rimangano impresse nella memoria dei tifosi. Tutte le squadre annoverano giocatori di questo tipo, la stessa Nazionale di calcio ha visto calciatori meno acclamati, diventare protagonisti di imprese memorabili: come Toldo all'Europeo del 2000, quando avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di secondo portiere e invece divenne un eroe neutralizzando gli olandesi dal dischetto ad Amsterdam, o Grosso ai Mondiali del 2006, che segnò contro la Germania a Dortmund, quando in campo c'erano campioni del calibro di Del Piero, Totti e Pirlo.

Come tutte le squadre, anche l'Udinese ricorda un attaccante che, nonostante facesse la riserva di Muzzi e Sosa, portò il club a volare in Europa. Quel giocatore, italiano ma nato in Sud America, è diventato famoso per i suoi gol di testa, che hanno scritto pagine indimenticabili della storia bianconera.

Massimo Margiotta nasce a Maracaibo, Venezuela, il 27 luglio del 1977 da genitori italiani emigrati nel Paese latino e che, pochi anni dopo, decidono di tornare in patria. Massimo gioca in molte squadre: Pescara, Cosenza, Lecce e Reggiana. Gioca e segna, tanto da essere notato da Giampaolo Pozzo che nel 1999 decide di portarlo a Udine. In bianconero gioca 42 partite e non mette a segno nemmeno 10 reti. Dopo l'esperienza friulana ci saranno altri club, come Piacenza, Vicenza e Frosinone e, soprattutto, la nazionale venezuelana, con la quale disputerà la Coppa America 2004, prima di ritirarsi, nel 2011, dopo un anno nel Barletta.

Una buona carriera, che ha avuto due acuti proprio con la maglia dell'Udinese nelle stagioni 1999/2000 e 2000/2001. Quando Margiotta approda in Friuli, Francesco Guidolin ha appena passato il timone a Gigi De Canio, lasciando al nuovo tecnico una squadra qualificata per la Coppa Uefa. L'avventura europea sembra però fermarsi ai sedicesimi di finale, quando i bianconeri vengono sconfitti in casa per 1-0 dal forte Bayer Leverkusen capitanato da Michael Ballack. Proprio colui che ricoprirà il ruolo di capitano della nazionale tedesca al Mondiale del 2006, segna la rete che sembra qualificare i rossoneri. Il ritorno, infatti, si sarebbe giocato alla BayArena, dove il Leverkusen avrebbe potuto contare sul calore dei suoi tifosi.

La partita di ritorno vede una novità: il titolare Sosa non gioca, al suo posto c'è Massimo Margiotta. Proprio l'attaccante porta in vantaggio i suoi con un colpo di testa imperioso, che devia in rete uno splendido assist di Muzzi. È il 9 dicembre del 1999 e quel Bayer, che schiera tra gli altri Gresko e Kovac, è frastornato. Il risultato, però, non è sufficiente e allora ci pensa ancora Margiotta a segnare: Stefano Fiore batte una punizione dalla trequarti e l'attaccante corregge in rete, ancora una volta di testa. Per l'Udinese è l'apoteosi, per i tedeschi un tonfo. A nulla serve il gol (anche questo di testa) di Ballack: per la regola della rete in trasferta, passano i friulani.

Al termine della stagione, la squadra si classifica ottava e si prepara ad affrontare il torneo Intertoto, che dà accesso alla Uefa. L'Udinese arriva in finale, trascinata dai gol di Muzzi e Sosa, e all'andata pareggia 2-2 contro i cechi del Sigma Olomouc. Al ritorno a Udine, i giocatori scendono in campo in uno stadio Friuli pronto a trascinare i propri ragazzi alla vittoria. La partita però si mette male e gli ospiti si portano in vantaggio al 44°. Muzzi li riaggancia all'88° minuto: sembra fatta, con questo risultato sarebbe l'Udinese a passare in Uefa, ma i giocatori non fanno in tempo a festeggiare, che dopo appena 30 secondi i cechi tornano in vantaggio. Sembra che i ragazzi di De Canio siano destinati ad abbandonare il sogno europeo, ma al 92° minuto Ujfaluši devia il pallone nella propria porta, nel tentativo di anticipare proprio Massimo Margiotta. Si va ai supplementari e al 100° Sosa sigla la rete del 3-2, ma nessuno si dice tranquillo, perché i cechi sono agguerriti e non mollano. A chiuderla, al minuto 116 è proprio Margiotta: cross dalla destra perfetto e incornata imperiosa del bomber di Maracaibo per il 4-2 finale. Udine festeggia l'accesso alla Uefa e Margiotta la sua partita che lo iscrive nella storia, per la seconda volta.

Sezione: Notizie / Data: Ven 11 luglio 2014 alle 10:00
Autore: Federico Sanzovo
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