L'Udinese, nella sua storia, annovera le gesta di un grande attaccante tedesco: si tratta di Oliver Bierhoff, che, tra il 1995 e il 1998, regalò molte gioie ai tifosi friulani. Pochi anni dopo, Giampaolo Pozzo decise di investire nuovamente su una punta centrale germanica, ma questa volta il risultato fu assai diverso.
Nel luglio del 2002, infatti, l'Udinese ingaggia per 2,5 milioni Carsten Jancker, attaccante proveniente dal Bayern Monaco. Il giocatore è un gigante di 193 centimetri che arriva a pesare oltre 90 chilogrammi. Carsten è nato nel 1974 a Grevesmühlen, in Germania Est.
Proprio nell'allora DDR, Jancker muove i suoi primi passi da giocatore vestendo, durante la stagione 1991/1992, la maglia della formazione giovanile dell'Hansa Rostock. L'anno precedente la squadra anseatica aveva vinto l'ultima edizione del campionato di calcio della Germania Est e, grazie a quello storico risultato, aveva preso parte alla nuova Bundesliga.
Jancker, però, non esordisce in prima squadra e deve attendere il trasferimento al Colonia, alla quale viene girato l'anno successivo e dove, in due stagioni, gioca una sola volta in campionato. Il club decide, quindi, di cederlo al Rapid Vienna e qui il giocatore si mette in luce realizzando ben 13 reti in 33 presenze, vincendo il campionato e guadagnandosi la chiamata del Bayern Monaco, il club più importante e potente di tutta la Germania. In quella storica annata, il gigantesco attaccante tedesco segna anche sei gol in Coppa delle Coppe laureandosi, al pari del brasiliano Bebeto del Deportivo la Coruña, capocannoniere della competizione.
Jancker viene venduto per neanche un milione alla compagine bavarese con la quale, in sei stagioni, vince tutto: quattro campionati, sei coppe nazionali, una Champions League e un'Intercontinentale. Il giocatore segna e fa segnare. Al termine della sua avventura con i biancorossi, infatti, le reti saranno ben 79 condite da 37 assist. Nel frattempo arriva anche la prima chiamata della nazionale maggiore, dopo gli anni dell'Under 20: è il 1998.
L'avventura con il Bayern, però, non è esente da macchie: la prima e l'ultima stagione, infatti, sono per Jancker un calvario. Nella prima il giocatore, forse a causa dell'impatto con il calcio tedesco, assai più competitivo di quello austriaco, fa fatica, ma dopo un anno di ambientamento, i risultati iniziano ad arrivare. Nell'ultima stagione, invece, complice anche qualche problema fisico, Jancker, realizza appena tre gol in 23 presenze. I sigilli in campionato dell'attaccante tedesco sono zero.
Nonostante la pessima stagione, il commissario tecnico della nazionale tedesca Rudi Völler, decide di convocarlo per quello che sarà il suo primo e unico mondiale: Jancker ripaga la fiducia, andando in rete nell'8-0 che la Nationalmannschaft rifila all'Arabia Saudita.
In quell'estate l'Udinese decide di puntare su di lui e così, il gigante ventottenne sbarca in Italia. Da Carsten ci si aspettano tanti gol e molti assist, oltre ad un gran lavoro per liberare i compagni al tiro, ma non si vedrà nulla di tutto ciò. Nelle due stagioni trascorse in Friuli, il panzer tedesco giocherà appena 36 volte in campionato e il suo bottino sarà ancora più magro: segnerà infatti la miseria di due gol. Eppure era stato proprio Jancker a non tirarsi indietro al momento della presentazione ufficiale, mettendosi in competizione proprio con il suo connazionale che, in terra friulana, aveva vinto la classifica marcatori: "Sono venuto a Udine per giocare, a Monaco lo scorso anno ho giocato poco. Sono convinto di togliermi delle belle soddisfazioni qui. So che qui in Friuli Bierhoff ha giocato molto bene, ma non ho paura del fantasma di Oliver, penso e spero di poter fare altrettanto anch'io". La storia non gli darà ragione e le sue uniche reti arriveranno a oltre un anno di distanza l'una dall'altra.
È il novembre del 2002 e l'Udinese affronta al Friuli il Chievo di Gigi Delneri, squadra rivelazione del torneo precedente. Fino a quella partita Jancker non è ancora riuscito a sbloccarsi e il suo ultimo gol in campionato risale addirittura ad un anno e mezzo prima. Le cose, però, si mettono subito bene per i bianconeri, che vanno in vantaggio al 13° con Jorgensen e raddoppiano un quarto d'ora dopo proprio con il tedesco, bravo a raccogliere un ottimo suggerimento di Muzzi. Il gol del definitivo 2-1 sarà segnato dall'ex di turno: quel Oliver Bierhoff, la cui eredità pesa come un macigno sulle possenti spalle di Jancker. La stagione del giocatore si chiuderà con 20 presenze all'attivo e, appunto, una sola rete.
Nonostante la pessima annata, l'Udinese decide di dare un'altra chance al tedesco, che però non riesce a fare meglio: segna infatti solo un'altra rete, prima di abbandonare l'Italia. L'avversario questa volta è la Reggina di Giancarlo Camolese che nel dicembre del 2003 gioca in trasferta a Udine. La partita non si sblocca dallo 0-0 e così, al 23° della ripresa, Spalletti richiama in panchina Iaquinta e butta nella mischia proprio Jancker che riesce a trovare la rete grazie, come riportano le cronache dell'epoca, “alla sua caparbietà e alla volontà di lottare su ogni pallone”.
Come detto, al termine della stagione, Carsten lascia il Paese: giocherà ancora alcune stagioni nel Kaiserslautern (2004-2006) e nel Mattersburg (2006-2009), dove chiuderà la sua carriera. Nel mezzo, ci sarà una breve parentesi in Cina allo Shanghai Greenland Football Club.
Oggi Jancker ricopre il ruolo di vice allenatore del Rapid Vienna, dopo aver curato il settore giovanile del club austriaco. Club con il quale da giocatore compì il salto di qualità e che potrebbe lanciarlo verso una brillante carriera da allenatore.
1http://www.tuttomercatoweb.com/le-meteore/jancker-il-gatto-di-marmo-di-udine-421620 (ultima consultazione 03.07.2014, ore 22.43)
2http://www.repubblica.it/online/calcio2002_partite_a/udinesechievo/udinesechievo/udinesechievo.html (ultima consultazione 03.07.2014, ore 22.21)
3http://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/sport/calcio/serie_a/giornata12/udinesereggina/udinesereggina.html (03.07.2014, ultima consultazione ore 22.36)
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