Tra Nicola, il mercato e la salvezza...

23.01.2019 18:20 di Giacomo Treppo  articolo letto 2204 volte
Tra Nicola, il mercato e la salvezza...

Nicola ha completato un filotto di 8 partite e si possono tirare le somme del primo periodo. I cambiamenti ci sono stati, ma sono ancora molto incerti. I gol presi contro Frosinone, Inter e Parma soprattutto sono la più chiara prova che i problemi non sono stati risolti.

Partiamo dall’allenatore, per una volta tanto: la mia impressione è che a Udine manchi, da troppo tempo, chi insegni ai giocatori a stare in campo. La disciplina tattica, questa sconosciuta. E Nicola può essere quello giusto, ma ci vuole tempo. Chiaro esempio, il secondo gol subito dal Parma. Su un calcio d’angolo a nostro favore, in casa, a 20 minuti dalla fine, i due più veloci stanno sulla linea di difesa (D’Alessandro e Fofana) per evitare contropiedi avversari. D’Alessandro sbaglia completamente ad uscire lasciando scoperto Fofana vicino a Gervinho. E’ un errore grave per un giocatore di serie A, a cui fa seguito un altro errore. Fofana dovrebbe arretrare per coprire lo spazio ad un eventuale lancio al colored parmense, ma si vede chiaramente dalle immagini che i due partono a fianco o quasi. Il famoso elastico di Zaccheroni va a farsi benedire. E dire che sono movimenti logici: quando un uomo esce, l’altro rincula per rallentare l’eventuale contropiede della punta. Non serve nemmeno intervenire, basta rallentare la corsa e permettere ai compagni di riprendere le posizioni. Altrimenti lo stendi, ti prendi il rosso, ma porti a casa un punto che per la salvezza e la continuità di risultati è sempre buono.

Di errori del genere, quanti ne abbiamo visti negli ultimi anni? L’individualismo regna sovrano perché nessuno segue l’allenatore o l’allenatore non insegna le cose? Difficile a capirsi, ma quando contro il Cagliari ho visto Opoku avanzare e poi tornare indietro mestamente, con la testa bassa, sgridato da “qualcuno” in panchina, speravo che i problemi fossero risolti. Invece no.

Andiamo invece al primo errore: De Paul commette rigore in area su Gervinho. Stiamo forse tornando ai tempi di Velazquez, dove De Paul doveva sacrificarsi per Fofana? A Nereo Rocco verrebbero i brividi (ma anche a me che non sono nessuno…) perché i “muli”, per dirla alla sua, devono correre per i buoni e non l’inverso. Una rosa risicata e costruita senza rispettare una qualsivoglia adeguatezza di ruoli ti porta a dover mettere i migliori in ruoli non loro. Lasagna prima punta non si può vedere, De Paul mezzala sì ma solo se a tornare di più in difesa sono altri.

Nicola ha ottenuto 9 punti in 8 partite, più o meno quelli che mi aspettavo, ma con la colpa di una partita, quella con il Parma, dove i nostri non hanno saputo gestire il pareggio. Sei gol fatti (troppo pochi) e sette gol subiti (ma non sono spariti gli errori individuali che un buon assetto tattico può limitare).

Finito un girone di andata con il record negativo di punti (ogni anno un record negativo, dopo le 12 sconfitte consecutive), Pradé pare cantare “siamo una squadra fortissimi”. Riuscirà, un allenatore da solo, a invertire la tendenza che ci vede fare meno punti nei gironi di ritorno? A meno che non si comprino anche un difensore e un centrocampista almeno, esperti ed italiani, non credo. E non per dare contro Nicola, che gode tutt’ora di tutta la mia stima come allenatore e che avrei voluto avere sulla panchina bianconera da inizio campionato, ma perché i problemi sono primariamente di rosa, e solo dopo tattici. Tanto per dire: senza il rigore di De Paul, saremmo andati in vantaggio e la partita si sarebbe incanalata sui binari sperati.

Intanto il Bologna si rafforza, ma ha un allenatore che non pare molto convinto sul da farsi. L’Empoli da metà campo in su è spettacolare, ma dalla cintola in giù è forse la peggiore di serie A in quanto a uomini a disposizione, il Genoa diventa una variabile impazzita con il nuovo Prandelli in panchina ma senza Piatek. Due posti sono già assegnati, per la serie B: Frosinone e Chievo. Ci salveremo? Due anni or sono l’Empoli buttò una salvezza con un mercato invernale pessimo e proprio lì il Crotone di Nicola arrivò alla salvezza. Speriamo di non invertire le parti, visto che il Bologna e la Spal si sono rafforzate e noi no…