editoriale

La vittoria proletaria

La vittoria proletaria

Una breve introduzione. Nei due articoli che scrivo questa sera non riporto la foto di qualche giocatore, magari bravo o meno. Preferisco mettere la foto di Anna Frank perché quanto successo a Roma domenica è, secondo la mia umile...

Giacomo Treppo

Una breve introduzione. Nei due articoli che scrivo questa sera non riporto la foto di qualche giocatore, magari bravo o meno. Preferisco mettere la foto di Anna Frank perché quanto successo a Roma domenica è, secondo la mia umile opinione, il segno che la stupidità non muore mai. Io sto con Anna Frank.

Veniamo alle cose futili... l'Udinese vince una partita che meritava meno di altre, tanto per fare un esempio quella interna contro il Torino. Però vince e questo basta. Non è una vittoria che segna una guarigione e nemmeno un grande miglioramento. La schizofrenia che coglie i bianconeri ormai da anni si presenta anche stasera. Giocato il primo tempo alla dottor Jeckill, ecco che nel secondo tempo si ripresenta Mister Hyde, ben rappresentato da un Larsen che pare il sosia di Heurteaux e dalla coppia Danilo & Samir che dopo una prima frazione di gara davvero buona ce la mettono tutta per creare occasioni da gol a favore degli emiliani.

Ma oggi, di diverso dal solito, c'è stata una parte della squadra che si è fatta leader nel vero senso della parola, trascinatore, e ha portato la partita su dei canoni da serie B. Perché l'Udinese che arrivava a Reggio Emilia per giocare contro il Sassuolo era una squadra da B, in B, che solo una lenta e vergognosa agonia separava dalla serie cadetta. Si è puntato alla sostanza più che alla forma, alla corsa e alla fisicità. Specialmente, per tutto il primo tempo la squadra è stata corta, alta, aggressiva sul portatore di palla. Così nonostante un Barak evanescente, ecco che proprio il duo tutta corsa Lasagna Perica ha permesso al giocatore dell'est di andare in gol.

Nel secondo tempo siamo rinculati troppo, in difesa chi dovrebbe dare la mentalità vincente si è fatto schiacciare ed è andato nel pallone, a tratti, e dobbiamo ringraziare la scarsa vena realizzativa del Sassuolo (che ha sprecato molte occasioni) e un super Bizzarri (questa sera sì) per portare a casa tre punti che servono come l'ossigeno!

Male anche questa sera Jankto... pare che all'Udinese manchino proprio i giocatori su cui quest'anno si puntava di più. Assieme a lui male Danilo e Samir (ennesimo autogol sventato dal quarantenne in porta); quelli invece che si sono messi in luce sono stati i proletari, gli operai. Sono stati loro a trascinare l'Udinese alla vittoria. Buona partita di un Matos che ha addirittura creato azioni d'attacco, che ha salvato un mezzo gol intercettando un passaggio filtrante e che ha dato quadratura al centrocampo. Buonissima partita di Ali Adnan: un giorno potrà raccontare di essere stato il miglior difensore in campo anche quando l'Udinese non ha subito gol. E poi questa sera si è vista l'importanza di Behrami. Senza di lui sarebbe stata l'ennesima ecatombe, recuperava palloni e sporcava le linee. Penso sia lui il vero capitano quando non gioca Angella.

L'Udinese proletaria ha mostrato le sue “qualità”, paradossalmente, proprio quando ha messo dentro due centrali di rottura come lo svizzero sopra citato e Hallfredsson e ha lasciato fare gioco sulla fascia a De Paul. Comunque, se qualcuno ancora non se ne fosse accorto, l'argentino gioca meglio quando lasciato libero di spaziare dietro le punte (o l'unica punta) come stasera. Relegarlo sempre e soltanto in fascia destra è come bagnare le polveri dell'attacco.

Gli ultimi minuti sono stati di sofferenza, come capita a chi deve salvarsi e va a vincere fuori casa con una diretta avversaria. Perché lo voglio ricordare, finché la squadra è da parte sinistra della classifica, ma si giustificano atteggiamenti come quelli di Jankto nelle ultime settimane, il gruppo non nascerà mai. Inutile girarci attorno, inutile raccontarsi favole: anche questa sera si è visto che il gruppo manca perché non tutti i leader in campo sono uomini forti. Il gruppo si forma per direzione e selezione. La direzione di Gerolin (DS) ha portato risultati molto peggiori di quella di Bonato dell'anno scorso; la società manca, e lo è dimostrazione l'idea del ritiro per già due volte e il colpevole silenzio sulle dichiarazioni del procuratore di Jankto; di conseguenza manca pure la selezione, perché troppo spesso chi dovrebbe e potrebbe fare la differenza pensa ad altre maglie e altri lidi. E chi invece si impegna viene relegato ai margini.

Sarà un caso che abbiamo vinto la prima partita fuori casa con una squadra più operaia che fantasista? Che i migliori in campo sono stati giocatori con scarsi mezzi tecnici? Domenica arriva al Friuli l'Atalanta che non ha un attacco come quello del Sassuolo. Nessuno alzi la cresta. Sgarfare e in silenzio!