Il buco nel mezzo

01.03.2018 13:59 di Giacomo Treppo  articolo letto 734 volte
Il buco nel mezzo

Aveva ragione Oddo, l’Udinese contro la Sampdoria ha avuto sfortuna. Gli score di fine partita lo dicono chiaramente: 11 tiri a 10 per noi, 6 a 2 quelli nello specchio. 10 occasioni da gol a 6 e non vado oltre ma in quanto a gioco avremmo meritato. Peccato che nel calcio i meriti non c'entrano, come nei film western di Sergio Leone.

La sua Udinese, quella di Oddo, è quadrata, è grintosa e bella da vedere. Di tutti gli allenatori seduti sulla nostra panchina dopo l’addio di Guidolin, il pescarese è senz’altro quello che più ci ha portati vicini ai livelli di calcio che eravamo abituati ad apprezzare. Ha passato quattro partite difficili raccogliendo un solo punto, ma mostrando di potersela giocare alla pari con tutti; il 6 a 2 della Juventus all’andata pare un ricordo sbiadito.

Però abbiamo perso, ed allora sono andato a controllare. Purtroppo, e mi rincresce scriverlo, ho avuto conferma di quanto già affermato in altri editoriali: manca il sostituto di Behrami. I giocatori che hanno perso più palloni domenica scorsa non sono stati gli attaccanti, come è logico e fisiologico che sia, ma i due centrocampisti che dovevano fare gioco o fermare quello avversario: Balic e Barak. Per il croato 6 palloni persi, per il biondo addirittura 10. Avevo espresso qualche perplessità al momento del cambio di De Paul, vedendo in questi due il punto debole della squadra e forse ci avevo visto giusto.

Uscito  De Paul l’Udinese è rinculata, ma i due centrali di centrocampo hanno perso fra loro 16 palloni, un’ecatombe per quel ruolo. Chi doveva marcare Silvestre sul primo gol subito? Di sicuro un centrocampista, anche se la disposizione sull’azione farebbe pensare che anche Larsen fosse un po’ spiazzato. Semplicemente, Balic è giovane e deve ancora fare molta gavetta per crescere, sperando non si dimostri un altro Batocchio (piedi eccelsi, buona visione di gioco ma troppo leggero); Barak sta vivendo un periodo di difficoltà, penso, più che altro a livello fisico e questo ne determina prestazioni a volte opache.

Contro la Fiorentina, come contro tutte le squadre, la partita va vinta a centrocampo: interdizione e ripartenze. Ovvio che se hai difensori centrali lenti non puoi pressare alto, ma anche con il nuovo modo di giocare di Oddo (tanto possesso palla nella propria metà campo per togliere all’avversario la possibilità di far male e veloci contropiedi quando si può) la fase di interdizione è basilare. Così come è basilare saper alzare il baricentro al momento giusto.

Là in mezzo manca non il carattere, che ora tutti i giocatori metto in campo sputando sangue (gergo tecnico…), manca la saggezza delle diverse fasi. E così contro la Fiorentina la lista degli infortunati sale e possiamo contare anche Danilo, autore ultimamente di pregevoli prestazioni. Ma ritengo che tutti abbiano degni sostituti… tutti meno Behrami. Oddo i miracoli non li può fare come non poteva Delneri o Iachini. Speriamo che domenica la squadra lotti come a Genova e con maggior fortuna davanti e maggior attenzione dietro e in mezzo. La giovane età manca di saggezza, ma a volte denota slanci atletici e fisici che possono sopperire.