L'Udinese e la ricerca di nuovi talenti, un rapporto che va ritrovato

12.12.2019 08:00 di Davide Marchiol   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L'Udinese e la ricerca di nuovi talenti, un rapporto che va ritrovato

L'Udinese negli ultimi non ha avuto un andamento particolarmente esaltante e su questo vi sono pochi dubbi, su tutto, al di là dei discorsi possibili sullo stile di gioco, sulla voglia messa in campo dai giocatori etc. sembra stiano venendo meno quei talenti che normalmente venivano trovati a scadenza regolare dal reparto scouting friulano. Non solo, i giovani trovati più di qualche volta alla fine restano nell'ombra o non esprimono tutto il loro potenziale come una volta. In tutto questo c'è una componente esterna, che può essere ricercata nella rapida escalation dei prezzi e nel cambio di alcune meccaniche di mercato, e una componente interna, che ovviamente non possiamo conoscere perchè di competenza dei dirigenti bianconeri. Nell'era post Guidolin sono parsi mancare gli "insegnanti di calcio", basta pensare a Gabriel Silva (che aveva impattato bene andando incontro a un'involuzione anzichè un'evoluzione) o Muriel (che ha avuto molto più spazio però non esprimendosi mai sui livelli di Lecce, a sprazzi nella gestione Guidolin e che non farà mai vedere i colpi messi in mostra a Siviglia, Firenze o Bergamo, sicuramente una carriera al di sotto delle attese, ma poteva fare di più in Friuli). Oltre a questo forse inizia a diminuire il tempo a disposizione, servono risultati più immediati, non c'è più il Di Natale a coprire eventuali lacune a suon di gol. Tutto questo fa sì che le classiche tre plusvalenze estive siano diminuite a una massimo due, ma abbastanza tirate.

Quest'anno l'Udinese ha deciso di percorrere una via di mezzo. Sul mercato sono arrivati giocatori già fatti e finiti, come Nestorovski e Jajalo, per poi andare a coprire altri ruoli con giocatori più giovani come Sema e Walace. Però l'undici in campo ha un'età decisamente più elevata rispetto agli d'oro, segno netto di come sia proprio cambiata l'epoca storica. In porta c'è Musso e su di lui non ci sono dubbi, è un talento trovato e che sta rispettando le attese, ma sappiamo che a Udine gli allenatori dei portieri sono di sicuro affidamento, tanto che l'argentino, con Meret, diventerà con tutta probabilità una delle cessioni più remunerative della storia friulana. Davanti a lui Gotti sta facendo affidamento totale su Nuytinck ed Ekong, affiancandogli De Maio o Becao. Proprio il brasiliano, insieme a Samir, Opoku e Sierralta, sarebbe uno dei "giovani" (tra virgolette perchè comunque parliamo di ragazzi che hanno passato i vent'anni abbondantemente). Il tecnico spesso preferisce l'esperienza ai talenti da sgrezzare, viene naturale chiedersi il motivo. Dov'è il problema? Il ruolo? Sono stati sopravvalutati? Sicuramente il modulo fa molto, nel caso di Samir e Sierralta parliamo di due giocatori che hanno fatto vedere cose buone facendo i terzini, che l'Udinese non usa. Il cileno poi ha visto il campo solo contro il Bologna in Coppa, quindi diventa anche difficile valutarlo correttamente. Per quanto riguarda Opoku si è ritrovato addirittura a fare il centrale di sinistra o l'esterno tutta fascia, sicuramente non è una roccia, ma andrebbe quanto meno usato nel suo ruolo, dove per altro quest'anno non ha fatto male, anzi. Becao forse per ora è quello che effettivamente non sta rispettando le attese, tanto da vedersi contendere il posto da De Maio, quasi mai preso in considerazione per tre mesi. Con tutta probabilità sta pagando lo scotto del passaggio da difesa a 4 a difesa a 3, più il passaggio da Russia a Italia, cosa non di poco conto, certo è che rispetto al giocatore visto nelle primissime uscite c'è ultimamente una bella differenza.

Andando a vedere i cinque di centrocampo, si stanno imponendo Sema e Mandragora (in crescita rispetto all'anno scorso, ma sul quale pende anche l'opzione di riacquisto da parte della Juventus). Jajalo e la crescita dell'azzurro stanno oscurando Walace, arrivato per 6 milioni dall'Hannover 96, ad oggi il brasiliano non si è calato nella nuova realtà, con Gotti che, quando possibile, gli ha preferito altre opzioni. Potrebbe partire in prestito. Come mezzali sappiamo già tutti della situazione di De Paul ed è inutile rivangarla. Dietro troviamo Barak e Fofana, due dei "tesori" bianconeri, che però devono ritrovarsi, perchè entrambi vantano solo una stagione positiva. L'ivoriano ultimamente è parso in crescita, c'è da sperare non sia un fuoco di paglia come successo in passato e che veramente sia sulla strada giusta, perchè altrimenti i sogni di gloria per lui che ha parlato di un sogno PSG o Manchester City potrebbero diventare irraggiungibili (https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/udinese-fofana-tifo-psg-ma-nel-mio-futuro-voglio-il-man-city-1175695). Discorso leggermente diverso per il ceco, che viene dalla pesante protusione discale, e che sta trovando minutaggio solo nelle ultime settimane, speriamo tutti di rivedere il Tony di due anni fa. Ancora più indietro nelle gerarchie troviamo ter Avest, arrivato con grandi aspettative dal Twente, ma che per ora non è riuscito quasi mai a esprimersi al meglio, a sua difesa c'è da dire però che in Olanda faceva il terzino mentre qua gli si chiede di fare l'esterno a tutta fascia. cosa decisamente diversa.

In attacco il punto di domanda è uno solo, ma bello grosso, ovvero Ignacio Pussetto. Arrivato per ben 8 milioni dall'Argentina, Nacho ha quasi subito messo in mostra le sue doti un po' in tutti i ruoli d'attacco. Rapido, bravo nel saltare l'uomo e anche nel fare il finto nove, riuscendo ad arrivare sulle palle alte pur se dotato di un fisico non particolarmente importante. Ultimamente è bloccato da problemi fisici, ma quando stava bene Okaka, Lasagna e Nestorovski sembrano essere un passo avanti a lui nelle gerarchie. Le parole di Gotti in conferenza stampa sono poi state un po' una mazzata su di lui: "Può fare la punta nel 3-5-2 o l'esterno offensivo, ma i concetti per fare questo ruolo ancora non li ha digeriti, lavoreremo su questo e può dare il suo contributo a gara in corso con la sua velocità". Quindi o viene scalzato là davanti uno dei tre dalle gerarchie o l'ex Huracan dovrà imparare un ruolo nuovo... a meno che non si arrivi a un cambio di modulo, cosa che forse non solo i tifosi sperano.