Bisogna ammetterlo, quando il direttore Stefano Pontoni si è presentato in redazione dicendo "negli ultimi giorni di mercato l'Udinese potrebbe prendere Deulofeu dal Watford" in pochini (me compreso) gli hanno dato credito. Tanti i motivi, va bene la retrocessione del Watford, ma l'ingaggio è di quelli importanti per un bilancio come quello friulano, il ragazzo poi ha sempre cercato o squadre con ambizioni europee o campionati di altissimo livello come la Premier. Insomma le problematiche erano tante e grosse. Poi ieri, deadline del mercato, il fulmine quasi a ciel sereno lanciato dall'esperto di mercato Di Marzio, che annuncia un passaggio imminente dello spagnolo da Londra a Udine. Felicità, ammissioni di colpa col direttore (circa) e soprattutto ansia che qualcosa potesse andare storto perchè, se in forma, questo è uno di quei ragazzi che ti svoltano la squadra. Già al Milan aveva dimostrato di poter spadroneggiare anche nella Serie A senza grossi problemi, i 4 gol e 3 assist (giocando da attaccante esterno e in una squadra che era in difficoltà) in 17 presente parlano chiaro, circa una rete creata ogni due partite.

Per chi non lo conoscesse, parliamo di Gerard Deulofeu Lázaro, nato a Riudarenes il 13 marzo 1994, quindi ancora decisamente giovane, non parliamo di uno di quei colpi che si fanno talvolta con giocatori ormai a fine carriera, pensiamo per esempio in passato a Riera, mai visto con la maglia bianconera nonostante un curriculum di tutto rispetto. Cresce calcisticamente nella cantera del Barcellona anche se, come spesso accade, non sfonda subito anche in prima squadra. Passa infatti all'Everton dopo due stagioni da urlo nella Liga2, con 27 gol fatti e 5 assist (con tanto di esordio sia in Liga che in Champions). Aiuta i Toffees guidati da Romelu Lukaku davanti ad arrivare al quinto posto, contribuendo con 3 gol e 4 assist alla cavalcata. Crea anche un piccolo caso mediatico scendendo in campo con una maglia stampata con il nome sbagliato, ma  si fa notare anche e soprattutto perché approda "sottoetà" nell'U21 spagnola impressionando anche lì.

La squadra di Liverpool lo vorrebbe tenere, ma Barcellona e l'Everton non trovano l'accordo. Passa al Siviglia dove conferma le sue qualità da funambolo mettendo a segno 10 assist tra campionato e coppa. Solleva anche l'Europa League pur non scendendo in campo nella finale (ma contribuendo all'arrivo giocando 5 volte). Rientra in Catalogna e stavolta i Toffees fanno sul serio, mettendo sul piatto 6 milioni per il 21enne. In Premier riprende da dove aveva cominciato, altra stagione con grandi numeri, poi però nel 2016/2017 qualcosa si rompe e ne approfitta il Milan che lo preleva in prestito. In Serie A impressiona per la facilità nel dribbling e per la sicurezza del suo controllo palla e i rossoneri possono gioire per l'acquisto. In estate però la permanenza in rossonero non si può concretizzare perchè il Barcellona lo rivuole e scatta il diritto di recompra per 12 milioni. In blaugrana 10 presenze in Liga (con un gol) e tre in Champions.

C'è però la possibilità di un addio a gennaio per sistemare un bilancio meno felice di quanto si sperasse. Allora il Watford dei Pozzo prima aguzza la vista, poi affonda il colpo con un prestito da 1 milione, con diritto di riscatto a 13 e 4 di bonus per un totale di 18. A Londra ci mette un po' a carburare, poi si cala nella parta e, sempre come esterno offensivo, conduce gli Hornets alla salvezza nella stagione 2018/2019 con 10 gol e 5 assist. Intanto è diventato anche primatista per presenze (36) e reti (17) con l'U21 spagnola per non farsi mancare nulla in bacheca. Arriva l'annata difficile per i gialloneri come tutti sappiamo, con Gerard che comunque 4 gol e 5 assist li mette a referto prima della rottura parziale del legamento crociato. Probabilmente anche a causa della sua assenza ai londinesi manca la stoccata finale per riuscire a conquistare la permanenza in Premier.

Adesso il suo passaggio all'Udinese (l'infortunio al crociato ormai è praticamente alle spalle e dovrebbe già potersi allenare), dove può giocare? Deulofeu ha fatto tutti i ruoli del reparto offensivo. Ha giocato principalmente come ala, sia a sinistra che a destra, facendo vedere le cose migliori. Può anche però disimpegnarsi davanti come punta o seconda punta, risultando però meno efficace avendo un po' meno spazio a disposizione. Chiaramente il tridente sembra la scelta più logica per sfruttarne le enormi qualità, che lo avevano portato anche a giocare con la nazionale spagnola per quattro volte (segnando un gol). Con Pereyra e Pussetto c'è un ottimo assortimento ora nell'attacco friulano, che deve riscattare tre partite da zero gol e zero punti che hanno creato non poche ansie tra i tifosi. Gerard per la riscossa, adesso le zebrette hanno una rosa competitiva e un campione in squadra, a Gotti il compito di amalgamare al meglio tutte queste novità.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 06 ottobre 2020 alle 08:00
Autore: Davide Marchiol
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