In un’epoca in cui le bandiere nel mondo dello sport sono sempre più rare, la notizia del rinnovo di Mirza Alibegovic con l’Apu Old Wild West Udine fino al 2028 è qualcosa che va oltre una semplice firma su un contratto. È la conferma di una storia d’amore tra un giocatore e una città, tra un capitano e una tifoseria che ha imparato a riconoscersi nel suo carisma, nel suo senso di appartenenza, nella sua leadership.
Mirza resterà in bianconero per altri tre anni, dopo aver guidato la squadra friulana in una stagione memorabile, culminata con la storica promozione in Serie A1, la prima dopo sedici lunghissimi anni d’attesa. È stato uno dei grandi protagonisti di questo successo, ma soprattutto è stato — e resta — il volto dell’Apu, dentro e fuori dal campo, legandosi a vita al sodalizio del presidente Pedone.
Alibegovic "è un figlio di Udine", anche nel cuore del Friuli grazie alla lunga militanza del padre Teoman con la storica Snaidero, ha un legame viscerale con questa città. Non è un caso se, al momento della promozione, è stato proprio lui a segnare la tripla decisiva contro Rimini, prima di lasciarsi andare a un’esultanza carica di emozione, quasi liberatoria.
“Sono estremamente felice e orgoglioso di restare a Udine, nella squadra della mia città, dove tutto è cominciato e dove ho mosso i primi passi nel mondo della pallacanestro”, ha dichiarato il capitano al momento del rinnovo. “Dopo 16 anni siamo riusciti a riportare questa maglia nella massima serie, ed è un’emozione indescrivibile. Essere il capitano di questo gruppo e vivere tutto questo con la mia gente è un onore immenso”.
Parole che confermano quanto questo legame sia autentico e profondo. Alibegovic non è un giocatore di passaggio: è un punto fermo, un riferimento, uno che ha sposato il progetto Apu non per convenienza, ma per scelta di cuore. In campo, Mirza ha dimostrato di essere un giocatore totale. Tiratore micidiale, solido difensivamente, capace di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti più delicati. Ma il vero valore aggiunto è il suo peso nello spogliatoio, il rispetto che si è guadagnato tra compagni, staff e tifosi.
Durante questa stagione è stato il collante di un gruppo che ha fatto dell’unità e della compattezza la sua forza, rispondendo sempre presente nei momenti decisivi. Il suo rendimento in campo è stato costante, ma a fare la differenza è stato anche — e forse soprattutto — l’aspetto umano: la capacità di motivare, di dare l’esempio, di vivere ogni partita come se fosse una finale.
Il rinnovo fino al 2028 non è solo un premio per quanto fatto finora, ma è soprattutto un messaggio forte e chiaro al futuro. L’Apu vuole consolidarsi in Serie A1 e ha scelto di farlo partendo dalle proprie certezze. Alibegovic è una di queste. Il suo carisma e la sua esperienza saranno fondamentali per affrontare le sfide della prossima stagione tra i grandi del basket italiano.
Una scelta di continuità e identità. Con questo rinnovo, l’Apu Old Wild West Udine dimostra ancora una volta quanto l’identità e il senso di appartenenza siano al centro del progetto sportivo. La scelta di proseguire con Alibegovic non è solo tecnica. Perché in una squadra che vuole crescere, non c’è nulla di più prezioso di un capitano che ama la propria maglia come se fosse una seconda pelle.
Il futuro è cominciato. E con Mirza ancora al comando, Udine può continuare a sognare in grande.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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