La trasmissione di TV12 Udinese Tonight ha ospitato Daniele Padelli nella puntata di lunedì 16 febbraio. Il portiere dell'Udinese ha parlato del momento di forma della squadra, segnato da due sconfitte consecutive e da infortuni importanti: "Davis stava attraversando un momento in cui era quasi incontenibile. Speravo potesse arrivare perché sapevo che era un giocatore molto forte ma inespresso, fermato troppo spesso dagli infortuni. Le assenze pesano, ma passerà anche questo periodo".
Sugli ultimi due incontri, Padelli ha detto: "La partita di Lecce è stata veramente brutta, avremmo voluto riscattarci se non altro sul piano della prestazione, della propositività, della cattiveria, contro il Sassuolo. Ci sono state alcune cose migliori, la stavamo gestendo abbastanza bene senza correre grossi pericoli, faccio fatica a spiegarmi quell'uno-due. Non siamo riusciti a riprenderci e mostrare le nostre qualità".
Le parole di Runjaic nel post partita contro il Sassuolo hanno fatto discutere, ma Padelli spiega: "Siamo una squadra di medio livello, è vero: nessuno dice che ci sono fenomeni che possono ambire a giocare in top club, lo sappiamo. Sappiamo però che Udine è la piazza perfetta per diventare quel tipo di giocatore, è quello che dico sempre ad esempio a Solet. Contro le "piccole" si dimostra com'è un giocatore, perché giocare contro le grandi è più facile. Non ci manca l'ambizione, tutti abbiamo la voglia di stare bene e far felici i tifosi, anche solo di essere la squadra migliore degli ultimi anni. Noi diamo il massimo per raggiungere livelli alti, perché questo comporta una crescita sia di squadra che di singoli".
"Dobbiamo capire che il giocatore importante è quello che mette il timbro, il suo marchio a ogni partita, allora si può crescere - continua Padelli - Le parole convincono e l'esempio trascina, noi siamo spesso un cantiere aperto: lo step è prettamente mentale, bisogna voler brillare ed essere determinanti, protagonisti in un gruppo squadra".
Le motivazioni del periodo di flessione dell'Udinese sono diverse, il portiere ne rivela una: "Purtroppo spesso manca la comunicazione in campo, lo sappiamo ma ci stiamo lavorando. Non è questione di leadership, ognuno per quelle che sono le sue competenze dev'essere più autoritario. Giocatori anche più scarsi dei nostri lo fanno e riescono a portarsi a livelli più alti".
In questa stagione, Padelli ha avuto a sorpresa la possibilità di scendere in campo: "Sono molto contento quest'anno, se la partita dell'anno scorso con il Parma mi ha fatto sentire vivo, queste due partite mi hanno fatto sentire giocatore. Mi dispiace sia per Sava che per Okoye perché le mie presenze arrivano da momenti di difficoltà per loro, però sono stato molto contento. Non me l'aspettavo, mi sono fatto trovare pronto e mi sono divertito. Non so cosa sarà del mio futuro, ma continuerei volentieri con questo ruolo. I matrimoni si fanno in due, io sto bene, mi diverto e vado contento al campo anche se con qualche dolorino a volte".
Sui suoi compagni di squadra più giovani ha detto: "Nunziante deve migliorare su molte cose, ma penso sia arrivato nella società ideale per lui. Può capire com'è la Serie A e allenarsi bene: è un prospetto importante e ha ampi margini di miglioramento. Miller mi ricorda Atta l'anno scorso: piano piano si è preso la scena e ha dei colpi importanti. È un giocatore intelligente, non è appariscente ma secondo me in Serie A ci sta eccome, come molti di questa rosa. Se avrà la possibilità di crescere potrà farlo anche su palcoscenici importanti".
"Non penso ci sia il rischio di fare il finale di stagione dell'anno scorso, ha dato molto fastidio a tutti, dalla società ai giocatori. Non siamo totalmente soddisfatti, perché abbiamo lasciato in giro troppi punti sanguinosi. Però siamo in linea con i risultati che volevamo; se avessimo portato a casa qualche punto in più a casa si sarebbero aperti nuovi scenari", ha concluso Padelli.
Autore: Francesco Maras / Twitter: @francescomaras
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