Questa sarà una settimana caldissima in casa Udinese e si deciderà gran parte del futuro di mister Runjaic. Il tecnico si giocherà tanto fra la trasferta di Parma e il match casalingo contro la Roma per chiudere il mese di ottobre e rinsaldare la sua posizione sulla panchina friulana, che scricchiola sempre più. La gara di domani, mercoledì 28 ottobre alle ore 18.30, al Tardini varrà tantissimo per stoppare la striscia di sei sconfitte consecutive e permettere ai bianconeri di respirare a pieni polmoni. I problemi sono tanti e, al momento, il tecnico tedesco non sembra trovare la chiave per risolverli.

Udinese, difesa da incubo e quella previsione non rispettata

Uno degli aspetti che sta maggiormente risaltando in negativo sono i tantissimi gol subiti dall'Udinese in questo avvio di stagione e, in sole otto gare giocate, sono già 18 le reti incassate da Okoye e compagni. Più di due gol a partita e questi numeri stridono ancora di più con le parole del tecnico Runjaic prima dell'inizio del Campionato, quando fissò questo obiettivo: "Gli errori possono capitare, siamo stati puniti per determinati errori ma gli avversari fanno gol. Altrimenti le partite sarebbero noiose. L'obiettivo è andare a non subire più di un gol a partita. Ci siamo posti di arrivare a un massimo di 38 gol subiti tutto l'anno. Si tratta di un obiettivo ambizioso ma ci vogliamo provare. Subire gol può succedere e si possono fare un milione di analisi. Vogliamo tenere una determinata stabilità difensiva, poi bisogna segnare".

A distanza di due mesi, queste parole sono invecchiate male e la difesa non è più quel fortino insuperabile al quale ci aveva abituati, ma concede sempre tantissimi spazi agli attaccanti avversari e ci sono continui errori individuali o di reparto. Troppe disattenzioni e cali di concentrazione che portano a troppi sbagli e regali che gli avversari scartano con facilità. 

Il tema infortuni e mai la stessa formazione

I tanti gol subiti possono ricondursi anche alle tante assenze avute e a un reparto arretrato che è sempre stato diverso. Si è partiti con l'esplosione di Abankwah e la titolarità di Palma, ma quest'ultimo si è infortunato immediatamente e solo ora sta ritrovando la titolarità. Solet è spesso costretto a fermarsi per qualche acciacco e non ha mai trovato una vera e propria continuità fisica, mentre l'ultimo arrivato Alaba si è fermato praticamente subito. Le alternative Kabasele ed Ebosse stanno deludendo ed ecco fatto che la retroguardia bianconera spesso fatica a trovare solidità e i meccanismi difensivi ancora non sono stati trovati.

I gol latitano e pesa l'assenza di un vice Davis

Spesso, però, si dice che la miglior difesa è l'attacco perché parte sempre tutto da lassù e tenere la palla nella metà campo avversaria aiuta anche il proprio reparto arretrato. Questo non si sta assolutamente vedendo e pesano come un macigno le tantissime difficoltà avute da Davis in questo avvio di Campionato. L'attaccante inglese ha segnato solo in Coppa Italia, in agosto, mentre in Serie A ancora zero gol e alcuni acciacchi fisici di troppo che lo stanno condizionando. Spesso avrebbe avuto bisogno di rifiatare maggiormente, ma le alternative Gueye e Bayo ora sono infortunate e questo fa tornare a galla il tema della mancanza di un vero vice Davis. Il Group Technical Director dell'Udinese Gian Luca Nani, però, ha spiegato le motivazioni di questa decisione (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU') e la scelta è stata condivida da tutti.

I dati però dicono tutt'altro e i soli 9 gol all'attivo sono davvero troppo pochi viste le premesse generali di inizio stagione. Anche in questo caso gli infortuni hanno avuto un ruolo principale, ma la scelta di imbottirsi di tante mezze punte non sta premiando la squadra bianconera e soprattutto molte di loro, come Unai Gomez e Jovanovic, non stanno incidendo per motivi diversi fra loro. Scelte estive al momento sbagliate e una cronica difficoltà nel supportare un Davis troppo spesso abbandonato a se stesso. 

Come risolvere questi problemi?

Non basterà una partita per uscire da questa crisi che sembra senza fine e il lavoro può solo in parte aiutare a venirne fuori. La squadra dovrà mettere maggior grinta in campo, avere quella fame di arrivare sulla palla prima dell'avversario e questo aspetto sarà fondamentale anche per sconfiggere un Parma che darà tutto davanti ai propri tifosi. Un maggior senso di appartenenza verrà richiesto a tutti i calciatori e soprattutto a quei senatori che devono dare di più per permettere all'Udinese di risalire la china.

Il ritorno al 100% di Nicolò Zaniolo sarà fondamentale per ridare peso offensivo e quell'imprevedibilità che sta mancando. Il numero 10 bianconero è un fattore quando scende in campo e la sua qualità potrebbe ridare slancio alla squadra di mister Runjaic per tornare a brillare. Oltre a lui, sarà importante anche ritrovare una continuità nell'11 iniziale visto che non c'è mai stata la stessa formazione da una partita all'altra e servirà, se possibile, provare a battezzare un undici titolare che dia certezze per ritrovare gli automatismi classici visti nelle ultime due stagioni e per uscire tutti assieme da questa situazione in cui l'Udinese non merita di trovarsi. 

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Sezione: Focus / Data: Mar 27 ottobre 2026 alle 12:50
Patrick Pignolo
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