Lasagna, Okaka, Nestorovski, Pussetto e Deulofeu. Cinque attaccanti per due maglie. Ai quali si sommano giocatori altri tre giocatori prettamente offensivi come De Paul, Pereyra e Forestieri, centrocampisti che possono giocare tranquillamente anche in attacco. Un reparto offensivo davvero importante e pensare che per molti, sottoscritto compreso, si sarebbe potuta aggiungere anche un'altra punta centrale. 

A vedere tutta questa abbondanza, alle quale sinceramente non ero più abituato, mi ritorna in mente Oddo. Ve lo ricordate quando si girava verso la panchina per fare un cambio ma non aveva nessuno da mettere dentro? Io sì. Sembra un secolo fa e invece sono passati soltanto due anni.

Ora l'Udinese è un'altra squadra, non me ne vogliano Perica e Matos, ma a disposizione di Gotti ci sono ben altro tipo di giocatori. L'abbiamo visto domenica quanto sia fondamentale avere più alternative. Con cinque cambi la panchina diventa fondamentale. Questo campionato premierà chi ha una rosa lunga.

Gotti contro il Parma ha sfruttato al massimo le sostituzioni, il gol vittoria è arrivato da un già decisivo Pussetto, subentrato a gara in corso. Poter contare sull'argentino non è poca cosa, anzi. Un giocatore così potrebbe presto diventare anche un titolare. Perché quest'anno nessuno può dirsi sicuro del posto, tutti partono allo stesso livello. Non ci sono titolarissimi in nessun reparto, tanto meno davanti.  

In attacco la concorrenza è tanta, meglio che tutti alzino le antenne. Okaka l'ha capito, Lasagna un po' meno. Il capitano rischia molto. Se vuole avere un chance di arrivare all'Europeo deve giocare sempre. Ora come ora però per il suo posto è decisamente meno sicuro della scorsa stagione, non c'è più soltanto Nestorovski ad insidiarlo. C'è Pussetto, voglioso di conquistarsi una volta per tutte la scena dopo un paio di stagioni da gregario, c'è Deulofeu che appena tornerà in piena forma reclamerà spazio. Kevin deve fare di più, dimostrare davvero di poter stare davanti agli altri. Sì la corsa ma anche e soprattutto i gol, fattore determinante per un attaccante.

Gioca che merita, e qui deve essere brava anche la società a sostenere l'allenatore e a difendere le sue scelte. Sicuramente Gotti ha già in testa un cambio di modulo, distaccandosi dal canonico 3-5-2. Questa sua decisione va appoggiata.

Ma l'abbondanza non è mai un problema, anzi se sfruttata nel giusto modo diventa un vantaggio.

Sezione: Focus / Data: Mer 21 ottobre 2020 alle 22:30
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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