Per quanto il supporto fosse massimo, la vittoria era pronosticata da veramente pochi, da quelli che dicono "dai che si vince" praticamente a ogni partita impossibile. Stavolta, bisogna ammetterlo, hanno preso, nonostante l'avvicinamento alla super sfida dell'Alma Arena sia stato tutt'altro che semplice. Le sberle con Bergamo e Montegranaro, la contestazione del Settore D proprio al termine del match contro i lombardi, la decisione della società di prendere un altro straniero, cosa che costringe Lardo a tenere per forza fuori un pezzo da novanta fuori dalla partita, senza contare i due anni di imbattibilità della tana giuliana. Insomma, prestazione onorevole e Play-Off da ottenere in casa con Imola, questa la credenza popolare. Le cose invece sono andate un po' diversamente.

La sfida parte come tutti ci saremmo aspettati. Trieste mette il carbone nella stufa del treno e parte a tutto vapore, con Bowers che fa venire il mal di testa a Pellegrino. Tre triple su tre per l'americano, senza contare le giocate di Mussini, che creano più di qualche problema. Poi però due episodi chiave in rapida successione: in uno scontro sottocanestro Bowers rimedia una ferita profonda alla fronte, cosa che lo costringe a star fuori diverso tempo e a rientrare con una garza in faccia abbastanza evidente; il secondo invece non è proprio un episodio, ma ha un nome e cognome, ovvero Troy Caupain.

Procediamo però con ordine. Udine è sotto, Trieste perde quello che fino a quel momento era stato il suo MVP. Caupain entra e, con una calma che ha dell'incredibile, pianta la tripla della riscossa al suo primo tiro in Italia. Probabilmente io dal divano di casa al momento del rilascio della palla dalle mani ero molto più teso di lui, "speriamo entri sennò è un problema", lui si gira e mi fa "keep calm". Boom! Palla che tocca solo la retina e inerzia che inizia a ribaltarsi.

Dykes ancora non entra in ritmo, così come la difesa fatica a contenere con le buone le iniziative di Trieste, però la ruota inizia a girare. Troy è semplice, ma concreto e poi entra Bushati. Franko il vizio del tiro da distanza impossibile non lo perderà mai, ma a sto giro il vizio diventa virtù e l'ex Brescia mette un tiro da urlo. Pinton completa la rimonta prendendo una palla passando letteralmente sotto a un avversario e andando a depositare a canestro. Con il pareggio Udine capisce che la serata può regalare qualcosa d'importante, visto che senza Bowers Trieste sembra una squadra sì forte, ma senza l'arma per dare i colpi decisivi. Senza la sua ala l'Alma non tracolla, ma non riesce nemmeno a evitare che i bianconeri si costruiscano un +6 che, con dei tira e molla, dura a lungo.

Dykes inizia ad ingranare, così come dall'altra parte un Green rimasto per lungo tempo in ombra. La partita è tesissima, con fasi di gioco anche confuse, interrotte da triple improvvise o canestri all'indietro di Trieste, utili a infiammare il palazzetto.Caupain si trasforma in leader della GSA nonostante abbia solo una settimana di allenamento, fondamentale in rimbalzo, ai tiri, ma soprattutto nel mantenere i ritmi della squadra sempre giusti. Infatti Lardo non lo toglie praticamente mai (concluderà con 43 minuti sul groppone). Poi però, proprio quando sembra che Udine possa portare a casa la partita senza soffrire eccessivamente, l'Alma fa capire perchè il suo stadio era inespugnabile. A due minuti dalla fine la squadra di  Dalmasson mette improvvisamente il turbo, con Cavaliero che mette una tripla piena di cattiveria, tempo pochi secondi e i giuliani ricuciono lo svantaggio, con l'APU che non sa da che parte girarsi.

Finisce dunque in parità e si va all'over time, dove di solito chi ha concluso i tempi regolamentari con l'inerzia a proprio favore poi conclude l'opera, ma non sarà così. Caupain ha bisogno di una mano e chi meglio di KD può dargliela? Si va sul punto e i due americani trasformano in oro quanto creato dalla difesa bianconera. Potrebbe però non bastare. Trieste a una manciata di secondi dalla fine si ritrova sul 71-69. Sembra l'epilogo che tutti attendevano: una sconfitta a testa altissima per la GSA. Caupain e Raspino decidono di no. L'americano recupera palla, tre secondi, e la cede a Tommy, due secondi, che va sotto canestro e mette dentro, un secondo. Pareggio a 12 decimi dalla sirena.

Udine così ha il dovere di completare un quadro che, pur con qualche piccolissima imperfezione, potrebbe essere un capolavoro. Trieste è a corto di fiato, Da Ros non ha sprecato tutte le energie nello scontro con Benevelli, Prandin a furia di correre su e giù è evidentemente senza fiato, Bowers sente il taglio. La GSA invece sembra carica come una molla ed è qui che KD dà quel pizzico in più sul parquet che gli permette di diventare MVP nonostante un monumentale Caupain. Prima due punti, poi una bomba da tre che allontana di nuovo e stavolta definitivamente l'Alma. Il resto lo fanno Bushati, prendendosi e segnando diversi liberi, e i lunghi, spendendo gli ultimi falli a disposizione. La sirena suona, Bushati e un compagno saltano in cielo ed esultano l'americana, Trieste cade sotto i colpi soprattutto americani di Udine e l'esultanza non può non essere in stile USA. L'Alma Arena dopo 28 partite vede di nuovo la sconfitta, dopo 17 anni la città giuliana è di nuovo bianconera e l'APU si gode la vittoria del secondo derby su due in stagione, oltre che i Play-Off. Una vittoria magica ottenuta lottando su tutti i centimetri del parquet. Ora arriva Imola per chiudere in bellezza, poi ci potremo godere una post-season dove la squadra di Pedone, Micalich, Lardo e del Settore D potrebbe stupire. Con un Caupain in più e un Veideman che nonostante la panchina ha incoraggiato e sostenuto i compagni per tutto il tempo. Sintomo di come la squadra voglia regalare qualcosa di importante al suo ambiente.

Sezione: Focus / Data: Lun 16 aprile 2018 alle 08:00
Autore: Davide Marchiol
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