Udinese-Carpi non sarà solamente la conclusione di una stagione deludente per i bianconeri. Domenica 15 maggio 2016 sancirà anche la fine di un ciclo straordinario proficuo nella storia friulana. Sono ai saluti tre simboli della squadra che ha raggiunto traguardi incredibili: si tratta di Antonio Di Natale, Maurizio Domizzi (rispettivamente capitano e vicecapitano) e Giovanni Pasquale. Questi monumenti sono stati protagonisti con l’Udinese degli ultimi anni. Totò è approdato in Friuli nel 2004 quando in panchina c’era ancora Luciano Spalletti. Domizzi e Pasquale lo hanno raggiunto pochi anni dopo, nel 2008 e nel 2009, dopo esperienze con Napoli e Livorno. Con il trascorrere delle stagioni, il centrale difensivo ed il terzino hanno composto il pacchetto arretrato mentre in avanti Di Natale divertiva le platee italiane con le sue perle.

Tutti e tre hanno conosciuto il punto più alto della carriera con l’epopea di Francesco Guidolin: con il tecnico di Castelfranco Veneto l’Udinese ha raggiunto risultati straordinari, forse inimmaginabili alla vigilia dei due campionati 2010/11 e 2011/12. Il quarto e terzo posto ottenuti in quelle stagioni sono stati il premio di un duro lavoro e di tanta pazienza. Sono stati gli anni in cui anche le big temevano di giocare al Friuli perché l’Udinese non era più considerata una Cenerentola ma una squadra attrezzata per poter far male e colpire duramente, sia sui calci piazzati, sia con azioni a tutto gas.

Di Natale, Domizzi e Pasquale hanno vissuto da protagonisti quel periodo ma in maniera discreta, umile, senza lanciarsi in grandi proclami o esaltarsi per gli ottimi risultati. Sono stati attori principali taciturni e dediti al loro lavoro, senza mai ricercare i riflettori del palcoscenico, nonostante la classifica ed i numeri positivi li mettessero in condizione di farlo. Non avrebbero rubato nulla ma hanno scelto un’altra via. E negli anni successivi, di vacche magre, senza grandi soddisfazioni, sono stati i punti di riferimento dello spogliatoio, un esempio per i giovani che entravano nel mondo Udinese. Questo loro modo di interpretare la vita da atleta è stata sicuramente una lezione importante per tanti ragazzi che sono passati in Friuli.

Perciò trovo giusto salutare nel migliore dei modi questi simboli di un’Udinese storica, tre giocatori che, ognuno nel suo piccolo ed a modo proprio, hanno dato tanto alla società ed al pubblico friulano. I tifosi hanno risposto presenti facendo registrare il tutto esaurito in vista della gara contro il Carpi. Al di là del risultato, la gara della Dacia Arena merita di essere vissuta come una grande ed unica festa bianconera.
 

Sezione: Focus / Data: Gio 12 maggio 2016 alle 08:00
Autore: Federico Mariani
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