Perché l’Udinese è piaciuta. Soprattutto nel primo tempo, quando ha affrontato senza timori una delle squadre tecnicamente più interessanti del campionato. Altro che aspettare il Como dietro la linea della palla: Runjaic ha chiesto ai suoi di andare ad aggredire alti i palleggiatori di Fabregas, accettando anche qualche rischio pur di togliere certezze alla costruzione lariana.

Una scelta coraggiosa. E ha funzionato.

Il gol di Kamara è praticamente il manifesto di questa nuova idea. Pressione, pallone recuperato a Nico Paz, immediata verticalizzazione di Ekkelenkamp e campo spalancato davanti all’esterno. Poi il resto lo fa Kamara: corsa, lucidità e quello scavetto delicatissimo davanti a Butez che, almeno per chi scrive, vale il titolo di gol più bello della prima giornata. Un’azione semplice solo all’apparenza. In realtà dentro ci sono aggressività, riconquista e volontà di andare immediatamente in verticale. Tutto quello che Runjaic sembra voler aggiungere alla sua Udinese. Fabregas, dall’altra parte, l’ha avuta dura. E questo è già un complimento importante per i bianconeri.

Resta il rimpianto di non averla chiusa

Nella ripresa il Como cambia qualcosa, alza il ritmo e trova maggiormente gli spazi. L’Udinese perde qualche metro e alla fine viene punita sugli sviluppi di un calcio d’angolo, dove una marcatura a zona decisamente troppo morbida permette ai lariani di costruire l’azione dell’1-1. Qui resta qualcosa da sistemare. Così come resta il grande rimpianto per quella palla capitata a Bayo. Era l’occasione per vincerla. Era soprattutto l’occasione per dimostrare quel killer instinct che troppe volte è mancato a questa squadra. Se l’Udinese vuole davvero compiere un salto di qualità, sono proprio queste le opportunità che dovrà imparare a trasformare. Ma fermarsi al pareggio sarebbe ingeneroso. La prima uscita racconta di una squadra che sembra aver aggiunto qualcosa. Runjaic è al terzo anno a Udine, conosce ormai perfettamente il campionato italiano e la società gli ha chiesto apertamente di continuare a migliorare. Le prime nuove idee si sono viste. Ora servirà consolidarle e soprattutto trovare continuità. Però adesso non smontatela

Poi c’è inevitabilmente il mercato.

Manca una settimana alla chiusura e da qui al gong può ancora succedere praticamente tutto. Ed è proprio qui che si deciderà probabilmente una parte importante delle ambizioni di questa Udinese. Il nome è soprattutto uno: Oumar Solet. Il francese è l’ago della bilancia. Tenerlo almeno un’altra stagione significherebbe conservare un giocatore che sposta realmente gli equilibri della squadra. Difende, imposta, rompe la prima pressione avversaria portando palla e permette a Runjaic di giocare in maniera più aggressiva. Gianluca Nani ha detto che per sostituirlo servirebbero tre giocatori. Non sembra un’esagerazione. Per questo resistere agli eventuali assalti dell’ultima settimana potrebbe rappresentare la migliore operazione di mercato possibile. Perché con Solet questa Udinese comincia ad avere davvero pochi punti deboli.

La squadra è più che buona

Il portiere c’è, e contro il Como i guantoni di Okoye lo hanno ricordato a tutti. La difesa, al netto di qualche amnesia, offre garanzie e soprattutto presenta giovani interessantissimi. Palma e Abankwah hanno personalità e qualità: personalmente sono due profili che convincono parecchio e sui quali vale la pena investire minuti e fiducia. A centrocampo le alternative non mancano. Sulle fasce, finalmente, la sensazione è di aver alzato il livello. Vojvoda può essere un valore aggiunto e deve ancora rientrare pienamente Zanoli. Davanti, poi, ci sono Zaniolo e Davis. Due giocatori che, per caratteristiche e potenziale, non hanno bisogno di troppe presentazioni.

Cosa manca?

Cosa manca? Un altro difensore affidabile per completare le rotazioni e soprattutto un vero vice Davis, qualcuno capace di offrire un’alternativa credibile al centravanti inglese. Fatto questo, e soprattutto trattenuto Solet, l’Udinese avrebbe una rosa capace di giocarsela senza paura praticamente contro chiunque.

Europa? È presto. Prestissimo.

Ma se Runjaic riuscirà a far crescere questa squadra mantenendo l’aggressività e il coraggio mostrati contro il Como, allora sarà interessante capire quale possa essere davvero il limite. La prima giornata non assegna trofei e non emette sentenze. Offre però sensazioni.E quelle lasciate da questa Udinese sono decisamente buone. Ora il mercato non rovini quanto di interessante si è cominciato a vedere.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 20:37
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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Stefano Pontoni
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Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.