“Ci siamo sempre stati”. Bastano quattro parole per racchiudere 130 anni di storia. La nuova campagna abbonamenti dell’Udinese colpisce nel segno perché richiama ciò che il club rappresenta da sempre: un patrimonio del territorio, un simbolo che va ben oltre i confini della città. L’Udinese non è soltanto la squadra di Udine, è la squadra del Friuli. Lo è stata con Zico, che l’ha fatta conoscere in tutto il mondo. Lo è stata con Zaccheroni e Guidolin, che hanno portato i bianconeri a competere stabilmente in Europa. E continua a esserlo oggi.

Quel “Ci siamo sempre stati” parla ai tifosi di ieri, di oggi e di domani. Parla a chi ha attraversato decenni di gioie e delusioni senza mai smettere di seguire questi colori. Parla a chi macina chilometri per una trasferta e a chi, ogni domenica, occupa lo stesso seggiolino al Friuli. Il richiamo al sasso bianconero del Tagliamento è un’immagine efficace: semplice, identitaria, profondamente friulana.

L’obiettivo dichiarato dal direttore generale Franco Collavino è chiaro: superare quota 14 mila abbonati. Un traguardo ambizioso ma assolutamente alla portata. L’Udinese può contare su uno zoccolo duro di tifosi che, negli anni, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno. A questo si aggiungono prezzi ancora accessibili e promozioni studiate per avvicinare famiglie, giovani e chi magari non frequenta abitualmente lo stadio ma desidera vivere lo spettacolo della Serie A.

Fin qui, però, arriva il marketing. Poi entra in gioco il calcio.

Perché nessuna campagna di comunicazione, per quanto ben costruita, può sostituire l’entusiasmo che genera una squadra competitiva. Il primo vero testimonial di una campagna abbonamenti resta sempre ciò che accade sul campo. E proprio qui nasce qualche interrogativo.

La cessione di Arthur Atta alla Fiorentina rappresenta già una perdita importante. Il caso Zaniolo, con la trattativa per il nuovo contratto ancora lontana da una soluzione e il giocatore che, almeno per il momento, non si è presentato al ritiro, non contribuisce certo a creare serenità. A questo si aggiungono le continue voci di mercato che riguardano Solet, Kristensen, Ekkelenkamp e altri protagonisti della scorsa stagione. Non è esattamente il contesto ideale per alimentare l’entusiasmo di chi è ancora indeciso se sottoscrivere l’abbonamento.

La domanda che molti tifosi si stanno ponendo è semplice: quale Udinese vedremo tra un mese? Sarà davvero la squadra chiamata a fare quel salto di qualità di cui la società parla ormai da tempo oppure assisteremo all’ennesima estate di ricostruzione? Il mercato, inevitabilmente, sarà l’ago della bilancia. Per convincere gli indecisi non basteranno un claim azzeccato, una maglia riuscita o una bella campagna fotografica. Serviranno acquisti, ambizione e la sensazione che questa squadra possa davvero guardare un po’ più in alto della semplice salvezza.

La società, negli ultimi mesi, ha più volte parlato di Europa come obiettivo da inseguire nel prossimo futuro. Adesso è arrivato il momento di tradurre quelle parole in scelte concrete. I tifosi, come dice il claim, ci sono sempre stati. Lo dimostrano da 130 anni. Ora aspettano un segnale forte dalla società. Perché la passione non è mai mancata. Quello che può fare la differenza, ancora una volta, è la squadra che scenderà in campo.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 08:40
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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Stefano Pontoni
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Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.