La direzione di gara dell'arbitro Arena in Udinese-Como non ha convinto i tifosi presenti sugli spalti e, a giudicare dalle pagelle odierne, nemmeno la maggior parte della critica sportiva nazionale. Con l'eccezione di un solo quotidiano, il fischietto è stato pesantemente rimandato per una gestione dei cartellini e dei contatti apparsa confusionaria.

Gazzetta dello Sport: Voto 5 La Rosea boccia senza appello Arena, definendo la sua direzione "lacunosa e poco uniforme", a tratti troppo permissiva. Nel mirino mancano all'appello almeno due cartellini gialli. Sotto la lente della moviola finisce l'intervento di Abankwah su Rodriguez: non ci sono gli estremi per il rosso, ma mancano clamorosamente fallo e ammonizione. Un sospetto aleggia anche sull'origine del gol di Douvikas: prima di conquistare l'angolo, il greco sembra commettere fallo su Solet (dinamica su cui il VAR non può intervenire da protocollo). Ignorate, infine, le proteste di Zaniolo nella ripresa per un netto fallo di Milla al limite dell'area.

Corriere dello Sport: Voto 5 Giudizio altrettanto severo dal Corriere, che rimprovera ad Arena l'incapacità di applicare correttamente la "soglia alta" sui contatti. Il bilancio è pesante: mancano tre gialli e due "quasi rossi". Oltre al fallo su Zaniolo, pesa la trattenuta di Abankwah su Jesus Rodriguez lanciato a rete (fallo e giallo solare). Graziato anche lo stesso Zaniolo per un movimento volontario del braccio su Valle. L'unica nota positiva è il contatto Palma-Douvikas in area friulana: corretta la scelta di non assegnare il rigore.

Tuttosport: Voto 6,5 Unica voce fuori dal coro è quella del quotidiano torinese, che sceglie di premiare Arena. Secondo Tuttosport, l'arbitro ha fatto bene a sventolare i cartellini gialli fin dal primo tempo, mossa che gli avrebbe permesso di mantenere saldamente in pugno le redini della partita.

Sezione: Notizie / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 10:10
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!