La sfortuna e chi se la cerca

25.02.2018 17:19 di Giacomo Treppo  articolo letto 1305 volte
La sfortuna e chi se la cerca

Nel calcio, molto spesso, la sfortuna come la fortuna te la vai a cercare. Nelle ultime tre partite abbiamo giocato alla pari con avversari che sulla carta dovevano essere a noi superiori. Alla fine hanno vinto loro e le vittorie, in due casi su tre, sono state regalate da noi. Tale e quale all'Udinese di Delneri e dei suoi predecessori.

Due errori individuali gravi sui gol del Torino, un errore grave del portiere contro la Roma, due errori della difesa di cui uno “fiabesco” (diciamo così...) sul primo gol oggi. Non ricordo chi diceva che due indizi fanno una prova. Quando gli indizi sono tre, allora, di fronte a cosa ci troviamo?

Semplicemente alla realtà dei fatti. L'Udinese è una squadra da metà classifica che se non facesse errori individuali potrebbe tranquillamente andare in Europa. Ma questo tipo di errori ci sono dall'ultimo anno di Guidolin e si ripetono con qualsiasi allenatore sieda sulla nostra panchina, dall'inesperto Stramaccioni fino al promettente Oddo.

La partita si sta chiudendo stancamente, anzi, a dir la verità i nostri lottano fino alla fine ed è solo per questo che non li critico. Fino a pochi mesi fa avrei dovuto criticare anche l'atteggiamento della squadra, ma oggi i nostri (come contro la Roma) hanno lottato fino alla fine. Purtroppo non basta. Passino i due pali e ringraziamo il mio nuovo “eroe calcistico” Ali Adnan che ha appena segnato un gol, ma c'è un dato che oggi mi fa paura. Le palle vaganti sono sempre state della Sampdoria. Un rimpallo, un rinvio forzoso, un lancio sbagliato: arrivavano sempre prima i doriani e c'è un perché, che è lo stesso per il quale abbiamo perso su un rimpallo in difesa. I nostri non sanno tenere le posizioni. Se manca Behrami manca tutto il centrocampo. E lasciatemi dare delle colpe anche a Oddo, che pare avercela con De Paul. Perché non togliere un Balic nullo invece di un argentino che teneva la squadra in piedi assieme a Jankto? Perché mantenere gli equilibri se stai perdendo?

I due centrocampisti offensivi hanno dimostrato quello che pensavo da tempo: Jankto potrebbe benissimo giocare in un attacco a tre, ad albero di natale dicono. Oggi è stato l'autore di una partita sontuosa proprio a destra dove pareva non ambientarsi. Ma là davanti mancava una punta e là in mezzo mancava un centrocampista.

Errore ancora più grave, togliere De Paul, per inserire poi uno spaesato Ingelsson. Agli errori di una squadra senza leader in campo, si uniscono anche gli errori della panchina. Ma succede sempre così e da troppo tempo... colpe dell'allenatore? Certo, come sbagliavano a volte Delneri, Iachini, Colantuono e altri. Ma sono peggiori gli errori della società che non ha comprato un vice Behrami più che un vice Lasagna. I due pali e il gol di oggi mi convincono che in avanti non abbiamo problemi, i gol non fatti oggi li faremo domenica prossima. E' il centrocampo che mi preoccupa e un Balic in netta involuzione quest'anno. Ancora una volta ci troviamo dinnanzi a un passaggio generazionale: un tempo la squadra che vinceva metteva in mostra i propri gioielli, ora una squadra che mette in mostra i propri giocatori non vince.

Provo a guardare le cose dall'alto: avevo detto, qualche settimana fa, che potevamo uscire dalle partite di febbraio con le ossa rotte ma non dovevamo perdere l'autostima. E' successo, ma per non perdere convinzione in se stessi domenica bisogna vincere contro la Fiorentina. Senza offesa per i toscani, ma non penso ci voglia molto. Basta smettere di prendere gol stupidi.

Un ultimo pensiero, se al posto di Bizzarri ci fosse stato Scuffet, in queste due ultime partite, avrebbe fatto peggio? Il caso del portiere furlan è emblematico della mancanza di programmazione che abbiamo visto in questi ultimi anni. Ed a proposito di potenzialità, mi sorge un'altra domanda che già mi ero posto al suo arrivo: la società seguirà Oddo, o fornirà l'ennesimo alibi alla squadra? perché Oddo ha commesso degli errori, ma ha anche fatto rinascere una squadra che non sapeva lottare.