editoriale

E’ grande basket in Friuli! Udine e Cividale sempre più in alto!

E’ grande basket in Friuli! Udine e Cividale sempre più in alto!

A Udine si disputa di nuovo una semifinale play-off per la promozione in serie A di basket ventuno anni dopo quella firmata dal secondo ciclo arancione ed è il quinto assalto della capitale del Friuli alla massima divisione dopo il primo...

Valerio Morelli

A Udine si disputa di nuovo una semifinale play-off per la promozione in serie A di basket ventuno anni dopo quella firmata dal secondo ciclo arancione ed è il quinto assalto della capitale del Friuli alla massima divisione dopo il primo riuscito nel 1968 alla mitica Snaidero del cavalier Rino, replicato nell'84 dalla Gedeco e nell'86 dalla Fantoni. Cividale è approdata per la prima volta nella storia della pallacanestro ducale in finale per il salto di categoria in A2, dopo che al massimo nel 2003 la Longobardi Basket del presidente Luciano Riccobono aveva sfiorato la B1 al culmine di nove stagioni in B2 lasciando in eredità l'allora costruendo palasport di via Perusini. L'Old Wild West Apu Udine è sull'1-0 in semifinale contro la Givova Scafati nel tabellone Oro dell'A2 2020-2021 ed è pronta a concedere il bis al Carnera prima di ridiscendere la penisola per gara3, che potrebbe essere già decisiva per l'accesso in finale se martedì dovesse andare sul 2-0. La Gesteco Ueb a Cividale domenica scorsa in gara4 ha chiuso il conto per 3-1 contro il Cus Jonico Taranto e ora è alla finestra sino a mercoledì per sapere chi affronterà in finale del tabellone 3 di B tra Fabriano e San Vendemiano, che nelle Marche giocheranno la decisiva bella della loro semifinale.

Una beneficiata del genere non ha precedenti cestistici a Udine e provincia. Anzi, fino a un anno fa era addirittura impensabile. Ed è nata per caso, è frutto non di programmazione, ma di un divorzio che ha fatto notizia nel giugno dell'anno scorso fra il patron dell'Apu, Alessandro Pedone, e il suo ad e gm di otto stagioni consecutive Davide Micalich. Fortunato binomio che ha portato l'Amici pallacanestro udinese, fondata a fine giugno 2011 e sùbito retrocessa dalla Dnb in cui aveva chiesto il ripescaggio prima dell'avvento di Micalich, a risalire dalla Dnc all'A2 con una promozione immediata e l'altra due stagioni dopo. Nel giugno scorso la rottura tra i due e la nascita dell'United eagles basketball, istituita il 10 luglio 2020, che acquisendo il diritto sportivo di Valsesia si è iscritta alla B e neanche un anno dopo ha già portato Cividale a tre, o forse cinque, passi dall'A2. Sono risultati importanti, specie in tempi di pandemia da Covid, che nascondono anche organizzazione nonostante il Big Bang da cui sono nati.

Pedone, non nuovo a personalizzare le sue scelte come quando ritirò l'idea di abbandonare nel 2012 sùbito dopo la retrocessione dalla Dnb perché il progetto “Udine basket insieme” da cui la città sarebbe ripartita se no avrebbe avuto il cappello politico di un suo vecchio sodale, è ripartito l'estate scorsa ampliando il Cda dell'Apu a nuovi e qualificati ingressi compreso il main sponsor Oww. Ha creato uno staff tecnico di prima grandezza capeggiato da coach Matteo Boniciolli, spalleggiato dal dt e senior assistant Alberto Martelossi e assistito dal ritorno al basket di un preparatore atletico di vaglia quale Luigino Sepulcri, già al servizio anche della Nazionale azzurra, con i loro giovani adepti. Neanche a dirlo, l'Apu ha allestito la solita squadra competitiva con la novità di innesti under non solo decorativi, ma anche operativi e un rinforzo quale Fabio Mian nell'ultima finestra di mercato prima dei play-off senza trascurare il progetto "etico" Apu Young Stars in parallelo.

L'Ueb, con la passione per la pallacanestro che contraddistingue da sempre Davide Micalich – play reyerino e azzurrino, allenatore nelle serie minori, organizzatore di eventi, infine manager e ora presidente –, sta bruciando le tappe. Società stavolta a conduzione familiare senza trascurare le professionalità, prima fra tutte quella del vicepresidente del Cda, Alessandro Zakelj, vecchia conoscenza dai tempi del management della Snaidero basket anni Duemila. A Cividale, su piazza quindi, ha risvegliato l'interesse di uno sponsor quale la Gesteco del presidente del Gruppo Luci, Adriano, già al fianco della Longobardi da metà anni Novanta al 2001 in B2 e che ha sfiorato il rimpasto Pallalcesto amatori Udine nel 2009, oltre alla ventilata costruzione di un nuovo palasport in zona stadio dei Rizzi già dopo la promozione Pau in A1 nel 2000 con un project financig pubblico privato. Per la panchina, poi, un esperto quale Micalich ha scelto il massimo per la categoria affidandola a Stefano Pillastrini che ha già allenato quattro volte in B e altrettante l'ha vinta. Ha fatto una cavalcata trionfale addirittura fino in A1 con Montegranaro, avventura cominciata nel 2003 sùbito dopo la sua mezza stagione alla Snaidero nel 2003 che aveva tenuto a battesimo in A1 eliminandola nei quarti dei play-off scudetto 2001 solo a gara5 con la Scavolini Pesaro che allora guidava. Per la parte atletica l'amico di entrambi, Davide Micalich e il “Pilla”, Giacomo Braida ha optato per l'offerta di Verona in A2 lasciando un suo fidato allievo per la preparazione, Alessandro Petronio, cestofilo e figlio d'arte del gm Gianluca Petronio. La rete di collaborazioni con il basket del territorio è innanzitutto, ma non solo con la nuova Longobardi del presidente Massimo Fontanini e con la Poliposportiva Premariacco-Remanzacco dell'altro presidente Massimiliano Giffoni.

Insomma, se son rose fioriranno magari con Udine in A e Cividale in A2. E se son spine, invece, pungeranno, ma sarebbe davvero un peccato. I primi delusi sarebbero i 500 spettatori appena riammessi nei palasport grazie al Covid calante. Basta pandemie!