Udinese-Fiorentina, tra il ricordo di Astori, lo sciopero dei tifosi e una classifica che richiede punti

03.02.2019 11:19 di Stefano Pontoni Twitter:   articolo letto 1005 volte
Udinese-Fiorentina, tra il ricordo di Astori, lo sciopero dei tifosi e una classifica che richiede punti

Oggi sarà una domenica di calcio particolare, non tanto perché l'Udinese dovrà cercare i primi tre punti del nuovo anno mentre i suoi tifosi sciopereranno, ma perché sarà inevitabile il ricordo di quella triste giornata che portò via Davide Astori. Era il 4 marzo del 2018, nella domenica mattina arriva la devastante notizia. Ricordo ancora oggi tutti quegli passati a raccontarvi una notizia che non avremmo mai voluto raccontare, una giornata terribile. Ad un anno di distanza oggi è anche la sua partita, quell'Udinese-Fiorentina che Davide non giocò mai. 

Il resto che dire? L'Udinese è quella che è, lo sappiamo. Il mercato non ci ha portato in doto chissà quali rinforzi, per salvarci toccherà stringere i denti. Mai come quest'anno sarà durissima: nelle prime due di ritorno zero punti e oggi, se tutto dovesse andare secondo logica, potrebbe arrivare la terza sconfitta. Non è essere pessimisti ma realisti, se i Viola ripetono la prestazione fatta vedere in settimana con la Roma sono guai seri. Chiesa e Muriel sono letali, velocissimi, delle frecce infuocate pronte a trafiggerci. Gli uomini di Pioli vorranno vincere a tutti i costi, per provare ad inseguire il sogno europeo e per fare un regalo al loro ex capitano che lì guarderà da lassù.

Noi cercheremo di difenderci, di fare barricata, cercando poi di colpire il contropiede. Sistema che era funzionato molto bene con la Roma, quando l'estremo difensivismo ci portò tre punti pensantissimi. Basterà mettere il bus davanti alla porta? Se non si prenderà gol sì. Io oggi punterei davvero al pareggio, un punto di lotta, sporco, magari anche di botte. Quando non hai qualità devi compensare con il fisico e con la grinta, una legge che vale sempre e che qua si fatica a capire. 

I tifosi? Giusta la protesta. Resta da capire qual sarà la reazione della società. Il dubbio è che all'incontro giustamente richiesto alla fine si presenteranno i soliti e non il grande capo, il vero a sapere quali sono i piani per il futuro. Agli altri tocca metterci la faccia e prendersi gli insulti ma davvero nemmeno loro sanno che vuol fare l'altissimo.

Buona partita a tutti e stringiamo i denti.