L’1-1 tra Udinese e Como racconta una partita molto più interessante di quanto suggerisca il risultato. Il pareggio del Bluenergy Stadium è infatti la sintesi di due gare diverse: per un tempo l’Udinese ha imposto il proprio piano tattico, soffocando la costruzione del Como e colpendo attraverso la verticalità; nella ripresa la squadra di Cesc Fabregas ha cambiato assetto e trovato il modo di rientrare nella partita.

Il falso mito del possesso

Il primo dato da mettere in discussione è quello del possesso. Il Como ha chiuso la gara con il 58,15% del pallone, contro il 41,85% dell’Udinese, e con 589 passaggi effettuati contro i 427 friulani. Eppure è proprio l’Udinese ad aver mostrato una maggiore efficienza nella progressione: il 21,08% dei suoi passaggi completati è arrivato nel terzo offensivo, contro il 16,64% del Como. Un'indicazione importante, perché racconta una squadra che ha scelto di giocare meno ma di giocare in avanti. 

È la differenza tra possesso e progressione. Il Como ha avuto più pallone, ma l’Udinese ha cercato con maggiore frequenza di trasformare ogni fase di possesso in un avanzamento concreto. Anche i tocchi nell’area avversaria sono stati relativamente vicini - 17 per i friulani e 22 per i lariani - a conferma del fatto che il dominio territoriale del Como non si è tradotto automaticamente in una superiorità offensiva. 

Il 3-4-2-1 fluido di Runjaic

La struttura costruita da Kosta Runjaic ha avuto un ruolo centrale. Sulla carta l’Udinese è partita con un 3-4-2-1, ma il sistema si è trasformato in una disposizione molto più fluida, basata sull’asimmetria dinamica e sul principio dell’“overload to isolate” (grande concentrazione per isolare la parte opposta). La zona maggiormente sovraccaricata è stata quella centro-destra, dove Nicolò Zaniolo, Mërgim Vojvoda e Jakub Piotrowski hanno creato una densità superiore per attirare la pressione del Como e liberare spazio dalla parte opposta. 

Ed è proprio sulla fascia sinistra che l’Udinese ha trovato la propria arma più efficace. Hassane Kamara è stato lasciato spesso in isolamento contro Yan Couto, con una posizione molto alta, quasi sulla stessa linea di Idrissa Gueye. Il gol del vantaggio al 29’ nasce esattamente da questo meccanismo: Ekkelenkamp legge il movimento alle spalle della difesa e serve Kamara, che supera Butez con un pallonetto. 

Il primo tempo

Il primo tempo è stato, sotto questo aspetto, il momento migliore della squadra di Runjaic. Il Como ha completato appena 19 passaggi nella trequarti friulana prima dell’intervallo, con un indice di penetrazione fermo al 7,25%. Nico Paz, in particolare, è stato sistematicamente circondato da più giocatori bianconeri, senza trovare linee di passaggio pulite per ricevere e girarsi. 

L’Udinese, invece, ha trovato una strada per superare la prima pressione anche attraverso il portiere. Maduka Okoye ha tentato 19 passaggi in avanti, completando anche tre lanci lunghi, contribuendo così a bypassare la prima linea di pressione del Como e a portare rapidamente il pallone oltre il primo blocco avversario. 

A rendere ancora più efficace questo piano è stata la superiorità nella fase di contesa. L’Udinese ha vinto 29 duelli a terra contro i 25 del Como, oltre a imporsi anche nei duelli aerei, 14-12. Nei tackle, entrambe le squadre ne hanno tentati 22, ma i friulani ne hanno vinti 15, con un'efficienza del 68,18% contro il 63,64% degli avversari. 

È una supremazia che ha avuto anche un volto preciso. Jesper Karlström ha agito da vero frangiflutti davanti alla difesa, vincendo due tackle su due e il 57,1% dei duelli a terra affrontati. Accanto a lui, Piotrowski ha vinto il 100% dei duelli a terra disputati. Questa diga centrale ha costretto il Como a cercare soluzioni più larghe, dove l’Udinese ha continuato a difendere con aggressività. 

La stessa aggressività si è vista nella riaggressione. L’Udinese ha perso più palloni complessivamente, 65 contro 57, ma il dato è legato alla maggiore propensione al rischio dei passaggi verticali. La risposta immediata alle perdite è stata però efficace: 46 recuperi complessivi, di cui 9 nella metà campo offensiva. 

Anche negli ultimi trenta metri la squadra friulana ha mostrato una precisione superiore a quella che ci si potrebbe aspettare da una squadra così verticale. Zaniolo, Ekkelenkamp e Kamara hanno mantenuto percentuali elevate nei passaggi offensivi, mentre l’Udinese ha scelto di non affidarsi indiscriminatamente al cross: 13 tentativi, 5 riusciti, per il 38,46%, contro il 22,73% del Como. 

Zaniolo al centro del gioco

Zaniolo è stato uno dei protagonisti principali di questa produzione offensiva. Ha completato tre dribbling, servito due passaggi chiave e contribuito alla creazione di tre grandi occasioni. La giocata più significativa arriva all’88’, quando parte da sinistra, accelera e mette un pallone rasoterra perfetto per Bayo, che però non riesce a trasformarlo nella rete del possibile 2-1. 

Il Como esce nella ripresa

Il problema, per l’Udinese, è che la partita è cambiata radicalmente dopo l’intervallo. Fàbregas ha reagito inserendo Lucas da Cunha e Assane Diao, modificando il centrocampo e aumentando dinamismo e sostegno agli attaccanti. Il Como ha così trovato maggiore continuità nel possesso offensivo e ha iniziato a superare più frequentemente la prima pressione friulana. 

Il pareggio di Tasos Douvikas al 54’ fotografa proprio questa trasformazione. Dopo un primo tempo in cui il Como era rimasto spesso disconnesso tra centrocampo e attacco, la ripresa ha restituito ai lariani una struttura più equilibrata e una capacità maggiore di accompagnare le azioni offensive.

Alla fine, l’1-1 è quindi il risultato di una gara che l’Udinese avrebbe potuto vincere per quanto prodotto nella prima parte e per le occasioni costruite nel finale, ma che il Como ha saputo riprendere grazie alla qualità delle correzioni tattiche.

Il dato più significativo, però, rimane quello dell'identità. L'Udinese ha dimostrato di poter rinunciare al possesso senza rinunciare al controllo: ha verticalizzato più efficacemente, vinto più duelli, aggredito le seconde palle e costruito occasioni attraverso una struttura offensiva precisa.

Il Como ha avuto più pallone. L’Udinese, per lunghi tratti, ha avuto più idee.

Aggiungi TuttoUdinese nelle fonti preferite di Google!

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 24 agosto 2026 alle 23:26
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
vedi letture
Alessandro Vescini
autore
Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!