Il futuro di Gökhan Inler resta uno dei temi più delicati e interessanti dell’estate bianconera. Il contratto dell’attuale responsabile dell’area tecnica dell’Udinese scadrà infatti il prossimo 30 giugno e, ad oggi, non è ancora chiaro se le strade del dirigente svizzero e del club friulano proseguiranno insieme oppure no.
Una situazione che inevitabilmente alimenta riflessioni e interrogativi all’interno dell’ambiente bianconero. Perché Inler, in queste due stagioni, è diventato molto più di un semplice dirigente operativo. È stato volto, presenza, punto di riferimento. Un uomo capace di fare da ponte tra società, squadra e tifoseria in un momento storico in cui quel legame sembrava essersi in parte indebolito. Nelle ultime settimane il nome di Inler era stato accostato con insistenza al Beşiktaş JK. In Turchia molti tifosi del club bianconero speravano nel suo arrivo come nuovo direttore sportivo, anche per il prestigio internazionale e la credibilità costruita negli anni dall’ex centrocampista. Alla fine, però, il Besiktas ha virato su un altro profilo, facendo di fatto sfumare almeno per il momento quella possibilità.
Uno scenario che inevitabilmente riporta il focus su Udine e su quello che sarà il futuro di Inler in Friuli. Resta oppure è arrivato il momento di intraprendere una nuova avventura? La sensazione è che il lavoro svolto finora dall’ex capitano bianconero sia stato ampiamente positivo. Inler ha saputo ritagliarsi un ruolo importante all’interno del club senza mai cercare eccessiva esposizione mediatica, lavorando soprattutto dietro le quinte. La sua presenza quotidiana accanto alla squadra, il rapporto diretto con i giocatori e la capacità di entrare nelle dinamiche dello spogliatoio sono stati elementi apprezzati sia all’interno del club sia dalla tifoseria.
Non è un caso che proprio i tifosi abbiano riscoperto in lui una figura vicina al mondo Udinese. Inler conosce perfettamente l’ambiente, sa cosa significhi indossare quella maglia e negli ultimi due anni ha contribuito a ricostruire un rapporto emotivo tra squadra e piazza che sembrava essersi un po’ perso nelle stagioni precedenti. La sua figura è stata fondamentale anche nei momenti più complicati, facendo spesso da collante tra la proprietà, lo staff tecnico e il gruppo squadra. Un ruolo silenzioso ma estremamente importante in un club che negli ultimi anni aveva avuto bisogno di ritrovare identità e senso di appartenenza. Dal punto di vista sportivo, inoltre, il bilancio delle ultime due stagioni resta positivo. Due salvezze raggiunte senza particolari patemi, una squadra ringiovanita e valorizzata e diversi giocatori cresciuti sensibilmente anche grazie a un ambiente più stabile e compatto.
Adesso però sarà il momento delle decisioni. L’Udinese dovrà capire se proseguire con Inler all’interno del progetto tecnico-dirigenziale oppure se aprire un nuovo capitolo. E lo stesso svizzero dovrà valutare se continuare un percorso iniziato nel club che lo ha consacrato oppure cercare una nuova esperienza per proseguire la propria crescita da dirigente. Di certo, rispetto a qualche anno fa, oggi Gökhan Inler non è soltanto un ex giocatore amato dal pubblico friulano. È diventato una figura credibile, rispettata e centrale all’interno dell’universo Udinese. E forse è proprio questo il motivo per cui, tra i tifosi bianconeri, in molti sperano che la sua storia in Friuli non sia ancora arrivata all’ultimo capitolo.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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