Contro il Sassuolo l'Udinese ha fatto una partita maschia, di sacrificio. Squadra bloccata dietro, maggiore compattezza e ritrovata solidità. Un punto, buonissimo, arrivato contro una delle squadre attualmente più in forma del campionato, un punto che ridà morale e dal quale ripartire con maggiore fiducia dopo la sosta.

Prestazione, ripeto positiva, a parte vedo ancora diverse cose che non quadrano e un impianto tattico tutt'altro che definito. Non so quanti possano essere d'accordo con me ma reputo che questa Udinese stia sprecando il suo potenziale offensivo, limitandosi spesso a difendere con dieci uomini dietro la linea della palla piuttosto che provare ad offendere con i suoi giocatori di maggio estro e qualità. Contro il Milan, con un po' più di coraggio un punto sicuramente l'avremmo portato a casa, abbassandoci praticamente nella nostra area abbiamo regalato i tre punti ai rossoneri.

Penso a De Paul, ormai tuttocampista da inizio stagione. Vuole fare il Pizarro davanti alla difesa, spesso lo troviamo a rincorrere gli avversari e a recuperare palloni come Giannichedda, poi cerca di saltare l'uomo e creare superiorità numerica alla Sanchez. Impossibile, anche per uno come lui, riuscire a fare bene tutto. Il troppo stroppia e così più che il diéz sembra essere un 5. 

Con Arslan, come già accaduto l'anno scorso con Jajalo, finisce tra l'altro un po' per pestarsi i piedi, entrambi vanno a cercare la palla bassi. Si aggiunge poi spesso anche Pereyra. In tre nella stessa porzione di campo a fare gli stessi movimenti, a staccarsi dalle mediana a ricevere il pallone dai difensori. 

Per me Rodrigo lì è limitato. Troppo lontano dalla porta, troppo lontano da quella zona dove può davvero diventare decisivo. Non può essere lui quello che fa filtro a metà campo, non deve essere lui ad andare a recuperare sempre il pallone. Lo abbiamo conosciuto in questi anni, con il suo dribbling può inventarsi qualcosa, rendersi pericoloso. Anche sottoporta è freddo, insomma sa anche buttarla dentro. La sua qualità, la sua velocità vanno ottimizzate in chiave d'attacco. Meno compiti di marcatura, più libertà di inventare.

Come sopportare tanti giocatori offensivi? Questione di modulo. 2 mediani davanti bloccati davanti alla difesa (qui ci vedrei benissimo la coppia Walace-Makengo in attesa del rientro di Mandragora) e tre trequartisti dietro una punta di peso. 4-2-3-1, questo il modulo che pare essere disegnato appositamente per questa Udinese. Un modulo in grado di dare copertura ma di valorizzare anche l'attacco. 

Mi torna in mente Velazquez e quel primo tempo di fine agosto contro il Benevento, con un 4-2-4 che per mezz'ora ha dato spettacolo. Le idee dello spagnolo, che erano sbagliate per l'epoca in quanto gli mancanvo i giocatori per attuarle, oggi sarebbero più che adatte. E Gotti che pensa? Contro il Sassuolo ha messo da parte qualsiasi riforma tattica per arroccarsi nel sicuro 5-3-1-1. Venerdì ha pagato ma alla lunga dove porterà?

Si abbia coraggio di percorrere il cambiamento, i risultati sono sicuro che arriveranno. Questa Udinese, con tanta qualità, può fare qualcosa di diverso, può giocare meglio e divertire. Serve fiducia e non paura. 

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 09 novembre 2020 alle 15:23
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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