Dalla Serie D alla Serie A. Dalla promozione conquistata sul campo alla qualificazione tra le migliori otto squadre d’Italia. L’Apu Old Wild West Udine arriva alle Final Eight di Coppa Italia di Torino con il peso e il prestigio di un percorso costruito passo dopo passo, senza scorciatoie, con lavoro, identità e una visione chiara.

Essere qui, da neopromossa, non è un dettaglio. È un risultato che racconta la solidità del progetto, la qualità del lavoro svolto negli ultimi anni e la maturità dimostrata in questa prima parte di stagione in LBA. L’obiettivo dichiarato era la salvezza, ma i bianconeri hanno saputo andare oltre le aspettative, conquistando con merito l’accesso a una manifestazione che rappresenta l’élite del basket italiano.

Un percorso di crescita continua. Il cammino dell’APU in campionato è stato fatto di prestazioni solide, di partite giocate alla pari contro roster costruiti con budget ben superiori e di una mentalità che non ha mai tradito l’identità friulana: sacrificio, intensità, orgoglio. La squadra di coach Adriano Vertemati ha dimostrato di potersela giocare con chiunque, in casa e in trasferta. Lo ha fatto con Milano, con Bologna e lo ha fatto anche con Brescia, avversaria che ritroverà proprio nei quarti di finale a Torino.

Brescia, una sfida che sa di rivincita. La Germani è un’avversaria che Udine conosce bene. L’ultima sfida, giocata poche settimane fa al PalaLeonessa, è ancora viva nella memoria: una partita di altissimo livello dei bianconeri, capaci di comandare a lungo contro la capolista e di cedere soltanto negli ultimi secondi, puniti da una giocata di un campione come Amedeo Della Valle. Fu una sconfitta che lasciò amarezza, ma anche consapevolezza. Consapevolezza di poter competere fino all’ultimo possesso contro una delle squadre più attrezzate del campionato. Di poter mettere in difficoltà un gruppo guidato dall’esperienza di Miro Bilan sotto canestro e dalla leadership perimetrale di Della Valle.

A Torino servirà una partita perfetta. Vertemati dovrà preparare con attenzione ogni dettaglio, cercando di limitare al massimo l’impatto di Bilan nel pitturato e la capacità di Della Valle di accendersi nei momenti chiave. Difesa, controllo del ritmo e lucidità nei finali saranno fattori determinanti.

Orgoglio e ambizione. Per l’APU Udine, però, questa Final Eight non è solo una partita. È il simbolo di un cammino. È la conferma che il lavoro paga. È un premio per la società, per lo staff, per i giocatori e per un pubblico che ha riempito il PalaCarnera per tutta la stagione, diventando il vero sesto uomo. Arrivare tra le prime otto e presentarsi a Torino con la voglia di competere è già motivo di grande orgoglio. Ma chi conosce questo gruppo sa che non si accontenterà di partecipare.

Udine è qui per giocarsela. Senza timori reverenziali. Con l’umiltà di chi sa da dove è partito e l’ambizione di chi vuole continuare a crescere.

A Torino, l’APU non va in gita. Va a scrivere un’altra pagina della sua storia.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 08:11
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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