Le Final Eight di Coppa Italia rappresentano un traguardo storico per l’Apu Old Wild West Udine. Da neopromossa, la squadra bianconera si è conquistata un posto tra le migliori otto d’Italia, dimostrando personalità, identità e una mentalità vincente che va oltre le aspettative della vigilia.

A guidare il gruppo, dentro e fuori dal campo, c’è il capitano Mirza Alibegovic, protagonista di una stagione di altissimo livello. Alla vigilia dell’appuntamento di Torino, il numero 5 bianconero racconta emozioni, ambizioni e responsabilità di una squadra che non vuole fermarsi qui.

Siete arrivati alle Final Eight da neopromossi: quanto è speciale questo traguardo per te e per la squadra?

"È qualcosa di estremamente speciale. Da neopromossi non è mai scontato riuscire a essere competitivi fin da subito. Questo traguardo è il frutto del lavoro quotidiano, dello spirito di sacrificio e della mentalità che abbiamo costruito insieme. È motivo di grande orgoglio, ma anche di grande motivazione per continuare a crescere".

A inizio stagione l’obiettivo dichiarato era la salvezza. Partecipare alla Coppa Italia va oltre le aspettative?

"Sulla carta sì, perché l’obiettivo primario resta e resterà la salvezza finché non la raggiungiamo matematicamente. Però dentro lo spogliatoio abbiamo sempre avuto l’ambizione di dimostrare il nostro valore. Questo risultato ci dà fiducia e conferma che siamo sulla strada giusta, ma non vogliamo fermarci qui".

Che atmosfera avete trovato qui a Torino?

"Un’atmosfera bellissima. Le Final Eight sono un evento unico, con tante tifoserie e grande entusiasmo. Sono partite che ogni giocatore sogna di vivere e non vediamo l’ora di scendere in campo per goderci ogni momento".

Le partite secche hanno un fascino particolare: cosa cambia mentalmente rispetto a una gara di campionato?

"Cambia tutto. È dentro o fuori, non c’è margine di errore. Serve massima concentrazione su ogni possesso e grande solidità mentale. Sono partite in cui contano i dettagli, la lucidità e la capacità di restare uniti nei momenti difficili".

In questa stagione avete dimostrato di potervela giocare contro chiunque, anche contro squadre con budget superiori. È questa la vostra forza?

"Sì, la nostra forza è il gruppo. Abbiamo grande fiducia l’uno nell’altro, giochiamo insieme e pensiamo solo a fare le cose giuste per vincere. Entriamo in campo sempre con l’idea di competere e di dare tutto. Rispettiamo tutti, ma non abbiamo paura di nessuno".

Dal punto di vista personale stai vivendo un grande momento di forma. Come ti senti e che responsabilità senti sulle spalle in un evento del genere?

"Mi sento bene, grazie al lavoro con lo staff e ai compagni che mi mettono nelle migliori condizioni. Per me venire a Torino ha anche un sapore speciale, perché da poco sono diventato residente torinese: sarà bello giocare “a casa”. La responsabilità c’è, ed è un onore averla. Da capitano cerco sempre di dare l’esempio, prima con l’atteggiamento e poi con le prestazioni".

Che messaggio vuoi mandare ai tifosi che vi seguiranno a Torino e a quelli che vi sosterranno da Udine?

"Voglio dire grazie. Il loro supporto per noi è fondamentale e lo sentiamo sempre. Possiamo promettere che daremo tutto per provare a fare l’impresa contro uno squadrone come Brescia. Vogliamo rappresentare al meglio la città e i nostri colori".

Le Final Eight rappresentano un punto di arrivo o un punto di partenza per il progetto Apu?

"Devono essere un punto di partenza. Questo traguardo deve darci ancora più fame e consapevolezza. Il progetto è ambizioso e questi risultati dimostrano che possiamo costruire qualcosa di importante, passo dopo passo".

Sezione: Esclusive / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 07:27
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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