lla vigilia della prima sfida di campionato contro l'Empoli, il nuovo allenatore dell'Udinese Andrea Stramaccioni ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport.
Diversi i temi affrontati dal nuovo allenatore bianconero, a partire dalla stagione che lo attende: "La gente qui vive nel modo giusto lo sport. Con equilibrio e rispetto. Dal mio terrazzino vedo la bandiera di Udine sulla torre del castello, illuminata di notte: la mia bandiera".
Inevitabile, però, tornare alla sua precedente avventura in panchina, a quell'Inter fino alla fine indecisa se confermare lui o chiamare Walter Mazzarri: "Fino a gennaio tutti remavano nella stessa direzione. Dopo, per il terremoto in arrivo, si è persa l'unità d'intenti. Di alcune professionalità mi sono lamentato col presidente. Il venerdì dopo Inter-Lazio incontrai Moratti. Mi comunicò che doveva vendere l'Inter. Lì capii che ero finito anch'io. Faticava a parlare. Non per me. Per lui: l'Inter è la sua vita".
Proprio il rapporto tra Stramaccioni e Moratti è al centro dell'intervista: "Quest'estate scherzavamo: 'Compri una società che ripartiamo insieme'. E lui: 'Tieniti pronto'. Mi ha chiamato mentre firmavo per l'Udinese. Era contentissimo. Sono una sua creatura. Voglio fare bene anche per lui, per dirgli: 'Lo vede, Pres, che non sbagliava...'".

Sezione: Notizie / Data: Sab 30 agosto 2014 alle 08:30
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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