Situazione infermeria? Maldini? 

"Rimangono qui i soliti: Trepy, Felici e Idrissi. Si aggiunge a loro Nzola, abbiamo deciso con lui di approfittare della sosta per un mini ritiro. Vale per qualche giocatore che è arrivato al photofinish. Daniel? Gli ho parlato, si è allenato bene, è sereno e concentrato. Se riterrò opportuno schierarlo giocherà".

Mina? 

"Yerry sta bene, sicuramente rispetto a una settimana fa ha una settimana in più nelle gambe. Nel frattempo Deiola e Rodriguez hanno disputato un'altra grande partita a Bergamo, ma non ragiono né per riconoscenza nè per idee immutabili. Abbiamo qualche giocatore che ha qualche acciacco, vediamo se riescono a recuperare. Yerry rimane un giocatore con un valore tecnico e carismatico per la squadra, vediamo se giocherà a Udine".

L'Udinese? 

"Negli ultimi anni non è la prima volta che partono così, poi ovviamente il campionato vale per noi e per gli altri: non si scrive a settembre e non si cambiano gli obiettivi in base a quello che uno sta facendo a settembre. E' una squadra che ha valori fisici e tecnici di seconda fascia, la metto dietro quelle che lottano per entrare in Europa. E' una squadra che ha anche dei difetti, noi dobbiamo essere bravi a sfruttare al massimo le nostre armi".

Entusiasmo? 

"Io dico sempre che bisogna avere i piedi per terra, siginifica avere basi solide per guardare sempre più in alto. E' un mantra che cerco di trasferire alla squadra. E' giusto che i tifosi sognino, sempre nelle nostre reali possibilità. Non sarebbe neanche giusto smorzare quello che stiamo facendo. Anche a Udine verranno quasi 400 e passa, vogliamo garantire una prestazione all'altezza di questa gente".

Centrocampo? 

"Ho detto più volte che quest'anno abbiamo un centrocampo che ci permette di fare determinate cose. Abbiamo dei ragazzi che più giocano e più si conoscono. Harry è quel play che ci è mancato negli ultimi anni. Romano è un ragazzo che nonostante occupi una posizione precisa è libero di muoversi. Adopo gioca dentro, gioca fuori: magari difende più fuori che dentro. In base all'avversario è una chiave tecnica preziosa, ci permette di coprire il campo in più modi".

Nazionali? La sosta?

"Vedere calciatori nostri in Nazionale, in primis in Italia, rende giustizia al lavoro che stiamo cercando di portare avanti e alla nostra gente. Ci dà lustro. Come staff siamo contenti perché significa che lavoriamo in un certo modo e sicuramente vogliamo fare meno danni possibili e mettere i ragazzi nelle condizioni di migliorare. Siamo contenti tutti, è un premio di tutti. Sono favorevole all'accorpamento delle soste, anche per il CT è importante avere la squadra a disposizione per più tempo". 

Rodriguez? 

"Una delle prime chiacchierate che ho fatto con lui, la mia non era fantasia, ho detto che lui doveva ambire ad arrivare in Nazionale il prima possibile. Lui mi guardava quasi basito. Giocare con la maglia del suo Paese è il suo sogno. Mi fa piacere che lo abbia raggiunto. E' arrivato che era un ragazzino ora è un uomo. A Verona gli ha dato i gradi di capitano, dopo la partita a Bergamo gli ho detto che mi era piaciuto e che mi aveva ricordato Diego Lopez. Penso che ancora debba far vedere tutto il suo potenziale. Neanche lui si rende conto di quanto è forte. Va dato atto a chi lo ha portato qua, perché ha portato un gioiellino".

Quanto è difficile toccare una formazione che ha fatto bene? 

"Se andiamo dietro l'entusiasmo, squadra che vince non si cambia, al netto di qualcuno che non ha offerto una prestazione in linea con quelle che erano le prospettive. In una vittoria ci sono giocatori che fanno bene, altri sotto la sufficienza. Quando si vince sono più quelli che sono andati sopra. E' ovvio poi che ci sono dei ragionamenti da fare, ci sono situazioni diverse, la condizione fisica. Il calciatore che stamattina ha preso una botta e si sta gestendo. E' il rischio di chi fa il nostro mestiere: non puoi fare le formazioni in base a quello che è successo. Bisogna essere razionali, stamattina avevo un'idea, magari ora ho qualche dubbio, domani vedete un'altra formazione".

Esposito in Nazionale? 

"E' una domanda che devi fare ad Aquilani. A me devi chiedere se mi aspetto che ci sia Maldini. Lo merita, non pensavo che fosse così forte. Gli altri allenatori me lo hanno dipinto come un giocatore con un talento cristallino, ma è anche altro. Lo guardavo stamattina ed è qualcosa di straordinario. Mi aspetto di vederlo nei convocati".

Le domande dei tifosi. Quanto può incidere la fiducia sul percorso di crescita? Il sostegno dei tifosi? 

"La fiducia dei nostri tifosi ti può dare energia, coraggio e senso di appartenenza. Ovvio che la nostra gente è una spinta enorme, purché l'entusiasmo diventi responsabilità e non pressione".

Ha un rito prima di una trasferta? 

"Io la cambio la mia scaramanzia. Sono molto particolare anche in quello. Penso che fare le stesse cose a volte sia controproducente. E' la vita che ci fa capire che le cose cambiano da un momento all'altro. Due cose che faccio sempre, anche in casa, mi isolo per poter pensare ancora a qualcosa che mi sono perso da dire a loro quando rientrano negli spogliatoi. Poi chiamo la famiglia prima di andare allo stadio perché mi permette di alleviare la tensione".

Sezione: L'Avversario / Data: Ven 18 settembre 2026 alle 14:58
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!