Fattore casa sfruttato al massimo e 2-0 nella serie. Questo è quanto emerso dai primi due capitoli della saga playoff per la UEB Gesteco Cividale, per la prima volta in grado di giocarsi le due sfide d’apertura davanti al proprio pubblico e per la prima volta avanti con questo punteggio da quando milita in Serie A2. Un risultato già di per sé storico ma che per questa società non può determinare un traguardo, ma solamente un nuovo punto di partenza. Al termine di Gara-2 il tabellone luminoso del PalaGesteco ha dato il suo verdetto, ponendo fine alle ostilità con lo score finale di 82-74. Per la quarta volta in stagione Forlì è sconfitta dalla banda di coach Pillastrini, vera e propria bestia nera di una compagine che quando vede gialloblù non riesce a tradurre sul campo il suo grande potenziale. Il match non può dirsi dominato e arrivati ai playoff sarebbe strano il contrario. Ciò che conta è stata la capacità di rimanere aggrappati alla partita anche nella sua fase centrale, quella nella quale la squadra di Antimo Martino aveva trovato la forza di scavare un solco nel punteggio che sarebbe potuto rivelarsi fatale. E invece, come due giorni prima, la UEB sa riordinarsi e rimettere la testa avanti, fuggendo poi definitivamente spinta da una cornice di pubblico che ancora una volta dimostra di essere un fattore i più.
M-M come “Mamma Mia che Gesteco!” ma anche come i nomi scritti sulla canotta di coloro che, saliti finalmente in cattedra, hanno portato la gara sui binari cividalesi. Le prestazioni di Miani e Marangon sono infatti da incorniciare, e non soltanto statisticamente. Partito con i giri del motore piuttosto bassi, e dopo la prestazione non del tutto positiva di domenica, il codroipese ha giganteggiato in entrambe le metà di campo, non permettendo mai a biancorossi di avere il tempo e la capacità di prendergli le misure. I 19 punti e 21 di valutazione, con un 100% al tiro da due e dalla lunetta, raccontano ma non valorizzano abbastanza la serata di uno dei “figli” della Gesteco e del suo presidente Micalich. Questo perché nella sua stagione più difficile dal punto di vista fisico, nella quale per lunghi tratti le sue in campo erano più comparse che presenze vere e proprie, il numero 4 gialloblù ha pescato il coniglio dal cilindro nel momento del bisogno. Il problema di falli di un Berti partito alla grande ha costretto Pillastrini a cambiare piani in corso d’opera chiedendo a Miani un sacrificio maggiore, prontamente compiuto. In un match in cui le due stelle più luminose della galassia Eagles non brillano (i soli 3 punti di Lamb e le condizioni fisiche di Redivo ne sono la testimonianza diretta), il guizzo doveva arrivare da interpreti diversi e così e stato. Stessi meriti vanno a Leonardo Marangon, trasformato dal suo allenatore in un motorino difensivo fastidioso anche per i migliori della categoria. La crescita registrata negli ultimi mesi dal classe 2005 è esponenziale e se, come martedì sera, al contributo difensivo vengono aggiunti punti ed esplosività offensiva, il numero 13 rischia di diventare un protagonista vero e proprio. Ora l’imperativo imposto dal presidente stesso è quello di azzerare mentalmente quanto successo finora. L’errore più grande sarebbe infatti quello di presentarsi a Forlì con la pancia piena: all’Unieuro Arena il copione sarà sicuramente diverso, come le percentuali da tre punti di una squadra che nonostante i tiratori in roster è uscita dall’impianto di via Perusini con un misero 23% dall’arco. Testa quindi a venerdì, cara Gesteco. Se vuoi diventare ancora più grande, la pratica va chiusa al più presto.
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