Iniziamo dalla fine: la gara è finita, i giocatori delle due squadre si sono rialzati, tutti stanno aspettando il 40'. Penna no: decide di giocarla fino in fondo, Dell'Agnello non ci sta e lo abbatte. Rissa in campo, quinto fallo per Esposito in versione giustiziere, pubblico che urla contro il livornese, alla fine tutto a posto.

Questa azione è l'emblema del nervosismo ducale come censurabile è il pesante contatto finale. Chi Vi scrive probabilmente avrebbe fatto lo stesso: sbagliando, sia chiaro.

Resta l'ennesima quasi-rimonta ducale: tolta la gara contro Rimini, la Gesteco ha trovato sempre dall'altra parte un avversario in serata di grazia che l'ha tolta dalla gara. Campogrande, Aradori, Stefanelli più di Devoe: la sostanza è che i gialloblu di Pillastrini sono stati costruiti con tante scommesse, sinora perse. Vedasi il ragazzo ex-Chieti che oggi, visto a Verona, è parso modesto tecnicamente e tatticamente come lo abbiamo visto in maglia gialloblu.

Non vogliamo parlare troppo degli arbitri: errori o meno, che ci stanno, fischiare 50 volte in 40 minuti in una gara tirata ma non cattiva significa interpretarla male, spero che lo si possa sostenere senza che qualcuno si offenda. Al netto del fallo di Jack all'ultimo secondo è stata una partita correttissima, metà degli interventi erano sospiri. Influenza sull'esito finale, però, zero-via-zero.

La partita? Inizia con tanti errori da entrambe le parti: le difese non sembrano ermetiche ma le mani sono gelide, Cole mette una tripla dall'angolo parzialmente bilanciata da Murphy; Stefanelli e Rota, Penna e due liberi ancora del capitano ducale scrivono un equilibrato 6-7 a metà primo quarto. Murphy e Devoe allungano per i locali, Redivo e due liberi di Isotta girano il parziale (10-11 a 2' dal primo gong). Devoe non sbaglia a cronometro fermo, Dell'Agnello invece ne mette due su quattro prima che ancora Devoe scriva il 16-13 del decimo minuto.

Saverio Bartoli inizia il secondo periodo con una palla persa, Ramagli lo consola confinandolo in panca. Redivo si mette in proprio contro Gabe Devoe ma è Gajic a colpire dall'arco, prima che ancora il numero 11 veronese scriva 21-15 dopo due giri di lancetta del secondo parziale. Redivo si inventa un lob vincente, Devoe ne mette cinque di fila, Lucio prova a non far scappare la Tezenis ma alla seconda conclusione vincente di Nemanja Gajic Coach Pilla ferma tutto. Al rientro Redivo disegna una parabola corta, Cole prende il rimbalzo offensivo e mette la tripla del 29-22; dopo il tap-in di Berti è il turno di Ramagli di fermare il gioco, al rientro Esposito mette in fila quattro punti e il terzo fallo. Berti realizza il secondo tap-in della sua gara, Penna realizza ma Rota dall'arco riaccorcia, 35-29. Penna (dalla lunetta) e Devoe (schiacciata e canestro dalla media) riporta a +12 il divario. Rota dall'arco dà ossigeno ai suoi, un gioco da tre punti per Furin (con tanto di scena isterica di Murphy, tollerabile per l'incerta terna arbitrale) scrive il 44-35 di metà gara.

Esposito e due liberi di Cole inaugurano la ripresa, con Verona che controlla la situazione mantenendo il divario attorno ai 10 punti. Cole realizza una parabola bellissima (55-47 al 26'), Stefanelli dalla lunetta riallarga il divario, sbaglia Furin ma Cole recupera una bella palla in difesa. Per gli arbitri (e il commentatore tecnico della Rai) è fallo, Cole protesta e riceve un fallo tecnico. Stefanelli mette i tre liberi, 60-47 prima di realizzare con la stringa sull'arco un 62-47 che potrebbe già indirizzare la gara. I tre in grigio fischiano come partecipassero ad una gara di chioccolatori, Redivo accorcia a -11 allo scadere dei 30'.

Lucio riporta i suoi a -10 con due liberi, poi (dopo un canestro di Murphy) realizza cambiando mano in area, i tre che non giocano realizzano un capolavoro regalando due tiri liberi a Murphy che abbatte Dell'Agnello. Stefanelli segna da fuori, 71-58 e sembra finita. Ma non lo è: Redivo in penetrazione, Udom si vede sanzionato un sospiro in attacco da un arbitro in preda al demone del dubbio, Rota realizza una tripla, poi ruba e realizza e subisce un fallo antisportivo, quinto personale per Udom. Miani non capitalizza l'extra-possesso, sbagliano Stefanelli e Cole, Redivo insacca l'ennesimo capolavoro e sul 71-68 interno Ramagli chiama timeout e se li mangerebbe tutte.

Invece a 2'40'' dalla fine il minuto di sospensione tranquillizza la Tezenis che riprende a giocare: tripla di Stefanelli, assit di Redivo per Miani ma Devoe raggiunge i 30 punti facendone 4 in fila e sancendo la sostanziale vittoria dei suoi. Di lì in poi è un lungo garbage time, con l'epilogo descritto all'inizio di questo pezzo.

Sarà un'altra notte di pensieri per dirigenza e staff ducale: la magia non c'è più, adesso la squadra deve cambiare pelle e marcia, se ne è in grado, cercando di vincerne più possibile di qui alla fine della fase a orologio: tre vinte e nove perse, in ogni caso, hanno un sapore amarissimo.

Sezione: Basket / Data: Dom 03 dicembre 2023 alle 07:00
Autore: Franco Canciani
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