Stipendi dei calciatori, Spadafora spinge, l'Aic (ovviamente) nicchia

19.03.2020 16:34 di Davide Marchiol   Vedi letture
Stipendi dei calciatori, Spadafora spinge, l'Aic (ovviamente) nicchia

Eccoci qui ancora una volta a parlare di Coronavirus, purtroppo è l'argomento del momento e il giornalismo d'informazione non può che esserne assorbito in toto, visto che tutto il resto è bloccato e non è praticamente possibile fare altro. Nello sport ci sono stati vari passaggi, prima il blocco dei campionati, poi il rinvio degli eventi continentali previsti per questa estate (le Olimpiadi però resistono), ora quale sarà il prossimo grande passo? Perchè purtroppo l'infezione continua a imperversare e non è attesa una svolta positiva delle cose nel brevissimo periodo, quindi qualcosa sarà fatto. Soprattutto a livello economico. Ora timidamente qualcuno inizia a parlare degli stipendi dei calciatori. Gli ingaggi hanno raggiunto livelli mostruosi e questo lo sappiamo bene, in questo periodo però di mancati incassi per le società (che sono aziende) qualcosa dovrà per forza cambiare, non è possibile pensare che si riescano a pagare tranquillamente 80 milioni (cifra a caso) di stipendi se non ci sono incassi.

Ecco dunque che si inizia a chiedere ai giocatori (che sono professionisti e che hanno un contratto ben preciso su cui sono d'accordo tutte le parti, quindi sul discorso ingaggio non sono tenuti a fare nulla legalmente, ricordiamolo) un passo ulteriore. Molti si sono già attivati con raccolte fondi, iniziative per sensibilizzare i propri fan e tanto altro. Questo gli fa molto onore. Potrebbe però essere necessario un passo anche sull'aspetto economico, doloroso, ma, probabilmente ci passeranno tutti. "Quando supereremo questa emergenza ci saranno tante di quelle situazioni che dovremo mettere a posto che il tema dello stipendio dei calciatori non sarà né un tabù né un problema. Non ci dimentichiamo che la maggior parte delle squadre hanno debito elevato. Chiederei accortezza a tutti". Queste le parole del Ministro Spadafora. Non ci addentriamo sul fatto se sia giusto o sbagliato, ma probabilmente qualcosa succederà. Magari non nel breve, ma succederà.

Ci sarà una fuga di talenti? Possibile, inutile negarlo, bisogna vedere se negli altri Paesi l'economia sarà tale da permettere certi ingaggi, perchè la pandemia è globale. "Il tema della sostenibilità del sistema calcio durante e dopo questa crisi globale è ovviamente tema di estremo interesse per tutti quelli che vivono in questo sistema, calciatori compresi. Tutti abbiamo l'interesse che l'equilibrio economico venga preservato e proprio per questo dobbiamo valutare tutti gli elementi del momento. Mancati introiti, rinvio delle competizioni, cancellazione di eventi, contributi governativi, aiuti federali, sostegno delle istituzioni internazionali. Tutti questi elementi ci diranno quale sarà il ruolo dei calciatori". L'AIC, associazione italiana calciatori, per ora non affronta l'argomento direttamente, ma è chiaro che anche internamente qualche riflessione sarà fatta. Tutti dovranno fare sacrifici con questa emergenza, i calciatori forse saranno costretti anche a farne qualcuno in più. Come detto da Tommasi: vedremo.