Quella di domani è una partita che non si può sbagliare, uno scontro salvezza con un solo obiettivo, la vittoria. Contro il Frosinone servono a tutti i costi i tre punti per provare ad allontanare quei fantasmi chiamati retrocessione. Mister Nicola alla vigilia di questo importante match ha così parlato in conferenza stampa,

Prima domanda: state migliorando a livello difensivo. Domani c'è il secondo passo?
"Assolutamente sì, ma c'è già stato contro l'Inter. Ci siamo concentrati sull'interpretazione del modo di stare in campo, in parte sono stato anche soddisfatto. È normale che il nostro processo di crescita deve prevedere più minutaggio in cui riusciamo a costruire gioco. Venivamo da 4 partite molto impegnative, ora ce ne sono tre in pochi giorni. In settimana sono stato soddisfatto dei rientri, sono fiducioso e la voglia di crescere è fondamentale".

È una partita da non sbagliare, è la più importante da quando è qui.
"Ritengo che tutte e tre le prossime siano importanti, ma che la più importante sia sempre quella successiva. Non do un peso a una partita rispetto all'altra, ma voglio fare risultato contro chiunque. Questo deve dare un'idea della competitività che dobbiamo avere. Ripeto, sono fiducioso perché ho visto la squadra muoversi con l'intensità che piace a noi. Questa partita ci regala delle opportunità, noi siamo qui perché vogliamo diventare bravi. Io, i miei ragazzi, la società. Però dobbiamo farlo con serenità: l'errore ci sarà sempre. La differenza è capire che si può rimediare a qualsiasi errore, interpretando la partita nel modo giusto".

L'arrivo di Baroni complica le cose?
"È sempre un aspetto emotivo per una squadra, è come se si dicesse ai giocatori 'ora vediamo cosa sapete fare'. Può creare più concentrazione e attenzione, però da parte nostra è l'opportunità di lavorare sul problem solving. Non possiamo sapere come arriverà il Frosinone, possiamo solo prevederlo e poi affrontare le situazioni per crescere. Voglio vedere i progressi che abbiamo fatto".

Tanti recuperi, è l'occasione per mischiare le carte?
"Penso a Balic, Barak, purtroppo non ancora Lucas: stanno crescendo di livello. Ci sono tre partite e abbiamo quattro diffidati: ora tutti sanno che sono importanti, ma è stata questa la nostra filosofia dal primo minuto. Conta il campo, conta ciò che si dimostra in campo. Se riusciamo a essere uniti, consapevoli delle opportunità per un primo bilancio, possiamo crescere e divertirci".

La squadra può cambiare più moduli?
"La squadra è pronta per riconoscere alcuni adattamenti in funzione dell'avversario. Lo staff è pronto, nella conoscenza dei giocatori, anche per vedere alcuni adattamenti, magari nello stesso ruolo ma con interpretazioni diverse. Ogni allenamento viene fatto in questa funzione: non possiamo stravolgere il modo di stare in campo, ma affinarlo e farlo meglio a seconda delle situazioni. Abbiamo concentrato l'attività su noi stessi, dobbiamo migliorare ancora alcune cose".

L'Udinese fa più fatica quando deve fare la partita.
"Vuol dire mantenere il controllo della palla, ma anche togliere spazi, cercare di stanare gli altri. La partita si può fare in molti modi, l'importante è riconoscere le situazioni che si verificano in campo. Non sappiamo come il Frosinone verrà qui, però abbiamo previsto i due modi che possono esserci: possono essere più attendisti o venire come sempre ha fatto. In parta la compattezza è nel loro DNA, in parte dobbiamo essere bravi a sfruttare gli spazi che si potranno creare. All'avversario potremo adattarci, ma sarà importante fare quello che vogliamo fare noi".

Udinese a rischio retrocessione. Forse qui non può trovare la stessa voglia di lottare di altre piazze.
"Io credo che negli ultimi tre anni non possa essere considerato molto difficile. Vuoi per i continui cambi, vuoi per il fatto che non si è lottato per posizioni diverse. Io penso che non si possa fare a meno di lottare per posizioni diverse, a prescindere dai valori e dagli obiettivi. Mi sono voluto mostrare come sono ai miei ragazzi, far vedere quello in cui credo. Dobbiamo essere consapevoli che eravamo terzultimi, se dopo tre partite molto difficili siamo ancora lì, vicini ad uscirne ma ancora dentro la zona rossa, non possiamo smettere di lottare. Poi si può sbagliare o si può riuscire, possiamo fare 9 punti o meno. Non importa: la grande qualità di una squadra è quella di non essere schiavi delle situazioni, ma chiedersi cosa si può fare e darsi da fare".

Sabato D'Alessandro ha giocato esterno nel 3-5-2. Può essere il suo ruolo?
"Io penso e sapevo di trovare un professionista, perché lo conoscevo. Non aveva avuto molto spazio, ha una duttilità tattica incredibile e un'estrazione che gli permette di fare quel ruolo lì in maniera difensiva od offensiva. Chiaramente non farà mai il difensore centrale. È stato bravo nel farsi un esame di coscienza e ci ha dato una grandissima disponibilità, poi la differenza l'ha fatta cosa ha fatto in campo. Si può parlare molto bene, poi contano le azioni. Marco sta facendo questo. Io credo che, oltre alla duttilità, possa fare molto di più. E sta crescendo".

Ha lavorato di più con Barak e Balic. Cosa si aspetta da loro?
"Andrij è molto più avanti rispetto ad Antonin come condizione fisica. In queste tre partite si aspetta di poter essere utile, è un giocatore che secondo me ha un'abilità tecnica che gli consente di fare due ruoli, o il play o la mezzala abile negli spazi. Questo può farlo tranquillamente, quello che deve fare individualmente è quello che sta facendo. Cioè chiedersi cosa vuole dalla sua carriera, ci sta dando una grande disponibilità e penso che una volta chiamato in causa possa darci molto. Antoni ha qualità già dimostrate in passato, ora arriva da un infortunio e non ha ancora tanta forza o potenza, deve ancora migliorare, però ho un'idea di quell'Antoni. Lo stiamo aiutando a mettersi in condizione e quando sarà chiamato in causa dovrà dimostrare le sue qualità. Quando pensi di non farcela la tua realtà diventa ciò che pensi. Noi stiamo lavorando su due obiettivi: maturare in campo e aiutarli anche fuori".

 

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 21 dicembre 2018 alle 13:18
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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