Doveva essere la partita della vita, l'avevano preparata come una finale affermavano Oddo e i giocatori nel pre partita, ma alla fine per l'ennesima volta, per la nona volta consecutiva, l'Udinese esce dal campo sconfitta e a testa bassa, perchè ancora una volta a questi giocatori è venuta a mancare la dignità e la voglia di lottare e sudare per una maglia che ormai non ha più valore per nessuno, se non per quei poveri tifosi che hanno speso tempo e soldi per seguire un altro scempio in giro per l'Italia.


Le colpe della società le abbiamo più volte ripetute e analizzate, questa squadra è fondamentalmente scarsa, lo stesso mister Oddo è arrivato ad affermare che i suoi ragazzi non sono in grado di fare possesso palla. In Serie A una lacuna del genere è abbastanza grave ed è sintomo di come questa Udinese sia stata costruita senza un minimo di raziocinio. Giocatori comprati completamente a caso, basti pensare al fatto che l'unico metronomo dei bianconeri è un ragazzino classe 97 che di certo non può essere il salvatore della patria. Se togliamo Lasagna poi questa squadra non è in grado di segnare neanche a porta vuota, vista la pochezza tecnica dei più volte criticati Perica e Maxi Lopez. 


Ma se da una parte c'è una società completamente assente e che ormai fa i suoi interessi in un altro Paese in cui a governare siede una regina, in campo sono i giocatori ad andarci, e dopo aver assistito ad una sciagura simile, anche a Cagliari, contro una squadra in crisi come la nostra, viene spontaneo chiedersi se a questi finti fenomeni che Oddo decide di mandare in campo gliene freghi qualcosa della salvezza del club per cui giocano, e, viste le prestazioni, sembra proprio che gli unici a soffrire per questi risultati siano davvero solo i tifosi. Perchè una squadra con la paura della Serie B non subisce miliardi di gol da palla inattiva, non si addormenta ogni volta nei momenti fondamentali del match, ma lotta e corre con il coltello tra i denti, cosa che probabilmente i nostri De Paul, Jankto e Samir, non sanno neanche cosa voglia dire.

 
Come se non bastasse, dopodomani si andrà a Napoli, contro una squadra in cerca delle ultime speranze per sognare ancora lo scudetto, mentre noi, a meno di miracoli, torneremo a casa con l'ennesima sconfitta e soffriremo in attesa di quella che veramente diventa la partita della vita, il match contro il Crotone. Ed è bene iniziare a pensare sin da subito alla sfida contro i calabresi, perchè questa vergogna di squadra, al San Paolo, è meglio che proprio non ci metta piede, e fidatevi che non è bello per nessun tifoso sapere di aver già perso ancora prima di scendere in campo. 

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 16 aprile 2018 alle 12:00
Autore: Stefano Fabbro
vedi letture
Print