Nella gara spettacolare dell’Olimpico, nella quale non sono mancati gli errori da entrambi i lati, l’Udinese torna a casa con la consapevolezza di essersela giocata alla pari con un’altra squadra della parte sinistra della classifica come la Lazio. Oltre ad Arthur Atta, autore di una doppietta, l’uomo chiave dei bianconeri è stato Kingsley Ehizibue, protagonista un po’ a sorpresa.

Dopo una prima parte di stagione trascorsa maggiormente in panchina, il grave infortunio di Zanoli ha costretto Kosta Runjaic a cambiare le carte in tavola e non ci ha pensato due volte a dare nuovamente fiducia all’olandese, che ha risposto nel miglior modo possibile. Una serie di prestazioni più che positive, che hanno confermato il salto di maturità compiuto dal classe 1995, che non ha commesso nessun errore grave.

Scacciata la timidezza, ora potrebbe diventare un’arma anche nella metà campo offensiva. Sappiamo che le caratteristiche di Ehizibue sono legate al contenimento e alla fase difensiva, ma la partita dell’Olimpico ha messo in luce anche un altro aspetto: l’essere propositivo e incisivo anche negli ultimi metri di campo. Fatta eccezione per il gol, il primo in questa stagione, l’olandese si è fatto trovare pronto in numerose occasioni ed è stato concreto nel momento in cui avrebbe dovuto servire i compagni. Quest’ultimi, però, non hanno sfruttato al meglio queste chance: basti pensare alla clamorosa occasione fallita da Zaniolo a pochi passi dalla porta di Motta.

Le critiche sono ormai alle spalle. Fino a qualche mese fa, l’esperienza friulana di Ehizibue non si poteva definire indimenticabile, tanto che il giocatore era stato spesso oggetto di qualche giudizio negativo da parte della tifoseria bianconera. La sua crescita, però, è un qualcosa di evidente e gran parte del merito va data anche a Runjaic, che lo ha fatto sentire parte integrante della rosa e lo ha trasformato in un elemento importante.

Il suo contratto scade il prossimo giugno, ma non è da escludere che la storia tra l’Udinese e l’olandese possa andare avanti ancora per un po’, soprattutto perchè il giocatore si trova nella fase clou della sua carriera. Un mix di esperienza e duttilità: il classe 1995 può essere l’arma in più per questo finale di stagione, in attesa di ciò che gli riserverà il futuro.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 09:30
Autore: Alessio Galetti
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