Cinquanta punti, un decimo posto conquistato con merito, la conferma di Kosta Runjaic e la sensazione, finalmente, di aver costruito una base solida sulla quale poter alzare l’asticella. Per settimane questo è stato il sentimento dominante attorno all’Udinese. Oggi, invece, il mercato rischia di cambiare completamente la prospettiva.

Perché la richiesta dei tifosi era chiara. Non servivano rivoluzioni. Serviva continuità.

Lo striscione esposto dalla Curva Nord nelle ultime giornate di campionato parlava da solo: confermare mister e squadra per provare davvero ad avvicinarsi all’Europa. Un messaggio semplice, diretto, condiviso da gran parte dell’ambiente. Dopo anni di ricostruzioni continue, l’idea era finalmente quella di aggiungere qualità a un gruppo già competitivo, non di smontarlo. E invece le prime settimane di mercato raccontano una storia diversa.

L’Udinese, ancora una volta, è diventata uno dei supermercati più frequentati della Serie A. E non solo.

Solet è ormai a un passo dall’Inter. Kristensen ha manifestato la volontà di misurarsi in un club impegnato nelle coppe europee. Atta piace praticamente a mezza Europa e potrebbe trasformarsi nella plusvalenza più importante dell’estate. Ekkelenkamp è seguito da diversi club italiani, mentre Okoye continua ad avere estimatori nonostante la società non sembri intenzionata a privarsene facilmente.

E davanti le cose non sono più rassicuranti. Il caso Zaniolo ha aperto una crepa che fino a qualche settimana fa sembrava impensabile. L’Udinese lo ha riscattato perché lo considera il simbolo del nuovo progetto tecnico, ma la questione legata all’ingaggio rischia di trasformare una storia destinata a durare in una separazione anticipata. Se il muro contro muro non dovesse rientrare, anche il numero dieci potrebbe salutare il Friuli dopo una sola stagione. Come se non bastasse, anche Keinan Davis è finito nel mirino di diversi club, Roma in testa. L’attaccante inglese ha finalmente trovato continuità, è tornato in doppia cifra e ha dimostrato di poter essere uno degli attaccanti più completi della Serie A. Normale che qualcuno abbia iniziato a bussare alla porta dei Pozzo. È vero, il mercato è ancora lungo. È altrettanto vero che l’Udinese ha sempre costruito il proprio modello economico sulle plusvalenze. Nessuno pretende che la società rinunci alla propria filosofia.

Così come si può crescere? 

Ma esiste anche un altro aspetto. Se ogni estate vengono ceduti quattro o cinque titolari, diventa inevitabilmente difficile costruire un ciclo. Runjaic si appresta a vivere la sua terza stagione sulla panchina bianconera. Sarebbe il momento ideale per raccogliere i frutti del lavoro svolto in questi due anni, non per ricominciare ancora una volta da capo. I rinnovi di Padelli, Kabasele, Kamara ed Ehizibue rappresentano certamente segnali di continuità, ma non sono quelli che spostano realmente gli equilibri tecnici della squadra. A fare la differenza sono i Solet, gli Atta, gli Ekkelenkamp, i Davis, gli Zaniolo. Sono loro ad aver permesso all’Udinese di raggiungere quota 50 punti e di tornare a far parlare di Europa.

La speranza dei tifosi è che la società riesca almeno a trattenere buona parte di questo nucleo, sacrificando uno o due elementi ma senza smantellare l’intera ossatura. Perché il vero salto di qualità non passa soltanto dalla bravura nello scoprire nuovi talenti. Passa anche dalla capacità di tenerli insieme abbastanza a lungo da costruire qualcosa di importante. L’estate è ancora lunga e il mercato può cambiare rapidamente. Ma una cosa è certa: se davvero l’obiettivo è alzare l’asticella, allora questa volta servirà anche il coraggio di dire qualche “no”. Perché vendere bene è un’arte. Vincere, però, richiede anche la capacità di trattenere i propri campioni.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 21 giugno 2026 alle 11:38
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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Stefano Pontoni
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Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.